In casa Fiorentina il tecnico Vanoli e la dirigenza viola si godono la crescita di Fagioli: non abbastanza per la Nazionale.
Un merito del tecnico viola Paolo Vanoli è quello di aver portato Fagioli al centro del villaggio Fiorentina. L’ex centrocampista della Juventus, arrivato in prestito a gennaio 2025 e riscattato dai viola con la qualificazione alla Conference, ha trovato continuità con Vanoli.
Prima nè Palladino e tanto meno con Pioli, che non era riuscito a stimolarlo a dovere, preferendo ad un certo punto puntare su Nicolussi Caviglia, erano riusciti a tirare fuori il meglio da Fagioli.
Il centrocampista piacentino classe 2001 da dicembre sta avendo un rendimento top, prendendo per mano la Fiorentina, che piano piano sta provando ad uscire dalle secche della classifica, dopo essere stata a lungo fanalino di coda, con visione di gioco e intuizioni interessantissime.
Nell’ultimo periodo ha trovato anche un paio di gol decisivi, il suo tallone d’Achille: a Como e in Conference al ritorno contro lo Jagiellonia.
Con Vanoli in panchina è migliorato in tutte le medie, così riporta la Gazzetta dello Sport oggi in edicola, dalle occasioni create (da 0,9 a 2,6) ai tiri (da 0,3 a 1,4), dai passaggi riusciti (da 30 a 53) alle verticalizzazioni(da 8 a 13) fino ai palloni recuperati (da 4 a 5).

Un rendimento che non gli è bastato per rientrare tra i convocati di Gattuso per lo spareggio per l’accesso al Mondiale, con la prima gara in programma giovedì 26 a Bergamo contro l’Irlanda del Nord.
Il ct azzurro ha spiegato l’esclusione: “Fagioli come altri avrebbe meritato la convocazione, ma ho preferito puntare sul gruppo che c’è sempre stato…”
Fagioli, dopo la partita con l’Inter, ha commentato: “Spiace non esserci, vuol dire che dovrò migliorare, lavorare di più per essere chiamato.”