Roma e Champions League, un finale di stagione carico di tensione e scenari aperti che potrebbero ribaltare ogni prospettiva europea. Ecco per quale motivo.
Nella migliore delle ipotesi, qualora la Roma riuscisse a ricucire lo svantaggio che oggi la separa dal Como, attualmente qualificato alla prossima edizione della UEFA Champions League, i giallorossi rischierebbero seriamente di non potervi partecipare.
Ebbene sì: come riportato questa mattina da Repubblica, anche nel caso in cui la Roma riuscisse nell’impresa di recuperare i soli tre punti di distacco che oggi la separano dal ritorno nella massima competizione europea, assente da ben sette stagioni, potrebbe non essere ammessa al torneo, pur avendolo conquistato sul campo.
Il nodo della questione risiede nella norma prevista dall’Articolo 5, comma 1 della “ratio” (La sezione del regolamento UEFA che si riferisce alla sostenibilità economica), che stabilisce come due club riconducibili alla stessa proprietà non possano partecipare alla stessa competizione internazionale.
Un precedente significativo si è verificato la scorsa stagione, quando il Crystal Palace, dopo la vittoria della FA Cup, avrebbe dovuto accedere direttamente alla fase a gironi della Europa League, salvo poi rinunciare alla partecipazione, diventando così avversario della Fiorentina in Conference League.
La causa fu la presenza degli stessi azionisti anche nella proprietà del Olympique Lyonnais. Una situazione perfettamente sovrapponibile a quella attuale, vista la compresenza della famiglia Friedkin anche nel board dell’Everton, oggi a soli tre punti dal Liverpool quarto in classifica, e quindi non ancora del tutto esclusa dal discorso Champions.
Se entrambi i club, al termine della stagione, dovessero qualificarsi alla stessa competizione europea, uno dei due verrebbe escluso. Per questo motivo, il “dossier Friedkin” è sotto strettissima osservazione negli uffici UEFA di Nyon.
Va precisato che la UEFA non vieta in assoluto che due club con la stessa proprietà disputino competizioni europee nella stessa stagione, a patto che non partecipino alla medesima competizione.
Roma, Il regolamento UEFA parla chiaro
La “ratio” del Regolamento UEFA, all’Articolo 5, comma 1, recita:
«Nessuno può essere contemporaneamente coinvolto, direttamente o indirettamente, nella gestione, amministrazione e/o nel rendimento sportivo di più di un club che partecipi alla stessa competizione UEFA», salvo comunicazioni ufficiali entro il 1° marzo di ogni anno.

Qual è la soluzione? La UEFA è esplicita: «Se due o più club non rispettano i criteri volti a garantire l’integrità della competizione, solo uno può essere ammesso».