Roma-Atalanta, la sfida più difficile, quella del cuore, per Gasperini. Una prova cruciale per poter sognare la Champions.
Il pre-partita di Roma-Atalanta è animato dalla visita di Perotti, acclamato dalla Curva Sud che non lo ha mai dimenticato.
Un’iniezione di energia positiva che serve soprattutto oggi, che la Roma è chiamata a vincere e recuperare terreno sul principale competitor (il Como, reduce da una sconfitta).
In palio c’è il quinto posto, che potrebbe diventare il quarto se domani la Juventus dovesse perdere contro il Bologna.
La parola d’ordine è concentrazione. E, per mister Gasperini, tenere a bada le lacrime. Sia quelle di commozione che quelle di tristezza per il possibile esito della sfida.
Ma veniamo alla partita.
Roma-Atalanta, il primo tempo
Prima del fischio di inizio le attenzioni sono tutte per la coreografia con i legionari che anima la Curva Sud, correlata dallo striscione “Eredi di virtù legionari, di inni al sole che risplendono su Roma immortale”.
Inizia la partita. Al 3′ minuto la prima occasione è dell’Atalanta, che si avvicina alla porta con De Keteleare.
Al 6′ ci prova la Roma con El Shaarawy. Al 12′ Krstovic riesce a eludere la difesa giallorossa e segna un gol, su assist di De Roon. Che però finisce sotto la lente del Var per un possibile fallo di mano. Ma che, alla fine, viene convalidato. Ricordiamo che il montenegrino era stato nei radar della Roma in estate, come pure il compagno di squadra ex Napoli Raspadori.
Poco dopo Kolasinac commette fallo su Soulé, ed è calcio di punizione. Alla fine Soulé tenta una bella conclusione ma il pallone viene ribattuto.
La Roma si accende, con un’altra conclusione di Soulé che viene miracolosamente parata da Carnesecchi al 18′.
Al 24′ El Shaarawy riesce a sgusciare via da Scalvini e fornisce un assist preziosissimo per Malen, il cui tiro viene parato con incredibile maestria dal portiere della Dea. La Roma mostra i muscoli, anche se il Faraone, a nostro avviso, sbaglia nel passare palla e nel non tentare il tiro.
Bordata di Malen anche al 32′, ma tira addosso a Carnesecchi, che non lascia passare. Poco dopo a prodigarsi in una grande parata è Svilar, che rende vano il tentativo di Ederson.
Al 40′ Celik tenta una conclusione, dopo aver sbagliato clamorosamente un passaggio a Malen dieci minuti prima. Anche in questo caso, il pallone non entra.
Proprio alla fine del primo tempo, al 45′, Hermoso riaccende le speranze e l’umore dei giallorossi con un gol “muy Hermoso” su assist di un colpo di testa di Rensch.
Il secondo tempo
Palladino mette in campo forze fresche: fuori Scalvini e Kolasinac, dentro Kossounou e Ahanor.
Al 49′ l’atmosfera si surriscalda prima con Cristante, poi con Mancini che al 50′ ha calciato di poco sopra alla traversa della porta atalantina.
Si mette in mostra in negativo l’ex Roma Zalewski, che sbaglia non una ma due conclusioni, tra i fischi dell’Olimpico.
Dopo un ulteriore cambio di Palladino (Bellanova per Bernasconi) anche Gasp decide di cambiare uomini: al 60′ fuori El Shaarawy, El Aynaoui e Mancini, dentro Venturino, Pisilli e Ghilardi.
Al 64′ grande carica di Malen, che viene parato, incredibilmente, da Carnesecchi.
Occasione per la Roma al 66′, grazie al fallo di Ederson su Malen. Prima è corner e conclusione quasi killer di Celik, poi al 67′ Hermoso conclude pericolosamente con l’ennesima parata dell’estremo difensore della Dea.
Tanti tentativi a vuoto, incluso quello di Venturino al 70′.
Al 71′ la Dea è in calcio d’angolo, ma Krstovic non entra in porta. Poco dopo l’Olimpico saluta Soulé e dà il benvenuto a Robinio Vaz.
Al 75′ una bella azione che passa da Vaz a Celik e infine a Venturino non riesce a curvare abbastanza il pallone per entrare tra i pali. Pisilli, poi rimedia un giallo per fallo su Zalewski.
Il cambio in difesa per i giallorossi, con Rensch sacrificato in favore di Tsimikas, conclude gli slot disponibili per i cambi di Gasperini.
Anche Palladino finisce i cambi facendo entrare Pasalic al posto di Ederson.
Si alza il ritmo in una partita che all’86’ è ancora fissa sull’1-1.
Il risultato è un solo punto utile che porta la Roma un solo punto sopra i lariani.