Jesper Lindstrøm torna al Napoli: quale futuro per il danese dopo i prestiti? Analisi del rientro in azzurro e delle strategie di mercato del club partenopeo.
Un talento in rampa di lancio quello del tedesco ai tempi dell’Eintracht Francoforte, tanto da valere un investimento da 25 milioni di euro. Come già accaduto per molti altri ex del club tedesco arrivati poi in Italia — si pensi a Daichi Kamada o Luka Jovic — i grandi fasti messi in mostra in Bundesliga, una volta giunti in Serie A, si sono rapidamente trasformati in un mero ricordo. Esegesi perfetta che racconta in maniera oculata l’esperienza napoletana di Jesper Lindstrøm.
Una fetta di colpa può essere sicuramente attribuita al poco spazio trovato a disposizione, un filo conduttore che unisce tutti e tre i giocatori. Kamada, reduce da una grande stagione in Germania, arrivò alla Lazio con una valutazione di mercato vicina ai 30 milioni. Inutile dire che di quel giocatore non è rimasta traccia, nulla come i numeri in questo caso possono rendere realtà di ciò. Il Giapponese è passato dai 40 gol e 33 assist complessivi degli anni tedeschi ai soli 2 gol e 2 assist siglati in 38 partite in maglia biancoceleste.
Stesso discorso – seppur alternato da alcuni memorabili acuti all’interno di una stagione di cui non si può di certo dire la stessa cosa – può essere ribadito anche in relazione al periodo italiano di Jovic, che tra i tre è comunque quello che in Serie A ha saputo difendersi meglio. Il passaggio al Real Madrid per 63 milioni di euro si è rivelato un peso eccessivo, nonostante ai tempi dell’Eintracht il serbo sembrasse avere davvero le stigmate del campione. Il giocatore, è qua si discolpa parzialmente anche la serie A, una volta tolta la maglia della squadra di Francoforte, non è mai più riuscito a immedesimarsi nel se del 2019, quello capace di mettere a segno 27 gol in una sola stagione, oltre a far girare la testa a mezza Europa.
l’arrivo di Lindstrøm
Preceduto dal medesimo eco mediatico, nell’estate 2023 arriva al Napoli Jesper Lindstrøm per 25 milioni di euro. Il danese giunse alla corte partenopea come il “regalo” per lo scudetto appena vinto, risultando l’acquisto più oneroso di quella sessione di mercato.
Come molti ricorderanno, il Napoli in quella stagione non riuscì ad andare oltre un deludente decimo posto. Una metafora che racchiude perfettamente l’unico anno di Lindstrøm in Italia. Le sue 29 presenze sono state caratterizzate da un apporto pari a zero, con la casella dei gol rimasta tristemente vuota, portando la società a chiudere l’esperienza in azzurro del classe 2000 dopo soli 365 giorni.
A differenza dei suoi ex colleghi all’Eintracht, Lindstrøm non è ancora riuscito a rilanciarsi, finendo sballottato di prestito in prestito. Dall’Everton in Inghilterra — dove il riscatto da 22 milioni non è mai stato esercitato — fino al ritorno in Germania con il Wolfsburg, club che oggi rischia seriamente la retrocessione in Bundesliga dopo esattamente 19 anni ininterrottamente nel massimo campionato.
Napoli-Lindstrøm, cosa riserva il futuro
Oggi, a circa un mese dalla fine dei campionati, Lindstrøm sarà inevitabilmente costretto a fare ritorno al Napoli. Il club partenopeo, che solo due anni fa lo accoglieva come un investimento in attesa solo di essere rivenduto almeno al doppio, si ritrova ora a gestire un calciatore il cui valore è drasticamente calato. Dopo i prestiti infruttuosi, il danese rientrerà alla base laddove risulta, da ormai un biennio, una pessima parentesi di una senz’altro pessima annata.
Resta da capire ora se il nuovo progetto tecnico del Napoli deciderà di concedergli una seconda chance o se il suo ritorno sarà solo una breve sosta in attesa di una nuova sistemazione che in Primis per il Napoli, e sicuramente anche per il diretto interessato, possa essere quella definitiva.
