Dopo giorni di indiscrezioni, La Sampdoria ha deciso di separarsi dal direttore sportivo Andrea Mancini e dal coordinatore dell’area tecnica Giovanni Ivernizzi, due figure molto legate alla precedente gestione e considerate punti di riferimento per una parte della tifoseria. La scelta arriva nel pieno della profonda ristrutturazione voluta da Joseph Tey, con Nathan Walker e Jesper Fredberg sempre più centrali nelle decisioni sportive.
Alla Sampdoria un terremoto dirigenziale con Fiorella e Ienca che aprono la strada
Gli addii di Mancini e Ivernizzi non sono casi isolati, ma tasselli di un mosaico che si sta ricomponendo in modo radicale.
Nelle ultime settimane hanno lasciato il club anche Raffaele Fiorella, amministratore delegato, sostituito da Claudio Morelli, e Massimo Ienca, storico segretario generale. Un cambio di rotta netto, che segna la fine di un ciclo e l’inizio di una nuova fase gestionale.
Nel frattempo, la Sampdoria ha deciso di non confermare Attilio Lombardo come allenatore dopo la salvezza conquistata. Il tecnico, però, potrebbe restare nello staff grazie al contratto in essere fino al 2028, valutando un ruolo da collaboratore tecnico.
Sampdoria, Mancini e Ivernizzi: giorni di voci, poi la decisione
La posizione di Andrea Mancini era in bilico da settimane ormai. Nonostante un contratto fino al 2027 e un lavoro apprezzato sul mercato, con diversi colpi riusciti nella seconda parte della stagione, il ds era stato progressivamente messo ai margini da Fredberg, che negli ultimi giorni ha agito in modo sempre più autonomo.
Il confronto decisivo tra le parti non ha portato all’allineamento necessario per proseguire insieme.
In parallelo, il Cesena ha intensificato il pressing su Mancini, considerandolo uno dei profili ideali per sostituire Filippo Fusco. Una destinazione che ora appare più che plausibile
Con Mancini lascia anche Giovanni Ivernizzi, figura storica dell’ambiente blucerchiato e suo stretto collaboratore. Il suo futuro era legato a doppio filo a quello del ds, senza un’intesa complessiva sul progetto tecnico, il club ha scelto di voltare pagina anche in questo ruolo.
Chi arriva dopo Mancini? Bravo e Rinaudo in pole
Con l’uscita di Mancini, la società ha già avviato i casting per il nuovo direttore sportivo. I due nomi più plausibili sono quelli di Paolo Bravo del Sudtirol, protagonista di un progetto solido e sostenibile; e Leandro Rinaudo del Mantova, apprezzato per competenza e lavoro sui giovani.
Entrambi profili graditi alla nuova proprietà e coerenti con la volontà di rinnovamento.
La rivoluzione in corso è profonda e non priva di rischi. L’uscita di figure italiane e radicate nel club come Mancini e Ivernizzi potrebbe alimentare ulteriori tensioni con una tifoseria già critica verso la gestione Walker–Fredberg. Allo stesso tempo, però, la nuova proprietà sembra determinata a costruire un modello più internazionale, con uomini di fiducia e una struttura più verticale nelle decisioni.
La prossima mossa, cioè la scelta del nuovo ds e del nuovo allenatore, sarà decisiva per capire se questa rivoluzione porterà stabilità o nuove turbolenze.