Cesc Fabregas ha parlato oggi in conferenza stampa, consegnando una fotografia chiara e sincera del Como che sta per affrontare la stagione più complessa e competitiva della sua storia recente. Le sue parole, compongono un quadro formato da identità, responsabilità, crescita dei giovani, gestione del mercato e una consapevolezza nuova del peso delle competizioni.
Una stagione “speciale” per il Como di Fabregas
Fabregas parte da un concetto netto, si riparte da zero. Zero punti, zero partite. Il Como entra in una stagione mai vissuta prima, con Serie A, Coppa Italia e Champions League da affrontare insieme. Un salto enorme, soprattutto per una squadra giovanissima, con diversi giocatori e membri dello staff alla prima esperienza europea.
“La Champions è un regalo, ma Serie A e Coppa Italia sono molto importanti.”
Il tecnico non vuole pressione, ma non nasconde le incognite. Il ritmo da mantenere, gestione delle energie, adattamento dei nuovi e dei giovani. L’obiettivo è ritrovare l’identità dell’anno scorso e migliorarla, senza snaturarsi.
Le amichevoli contro Liverpool e Arsenal hanno lasciato un segno forte, non tanto per il risultato, quanto per la personalità mostrata. Fabregas lo ripete più volte, “Ho sentito una squadra con identità.”. Il Como ha giocato con coraggio, con principi chiari, con un’idea di gioco riconoscibile. Questo, per il tecnico, vale più di qualsiasi punteggio.
Mercato aperto e tanti giovani
Uno dei temi centrali è la crescita dei giovani. Fabregas è categorico “Al 100% me lo aspetto. Lo devono fare, per forza.”
Con diversi leader partiti, il Como entra in una fase in cui i ragazzi devono prendersi responsabilità pesanti. Liberali è l’esempio più evidente, prestazioni di livello contro Arsenal e Liverpool, personalità, continuità, ma non è l’unico. Ramon e Kaiki, citati più volte da Fabregas, rappresentano la nuova ossatura del progetto.
Il tecnico non nasconde che alcuni di loro giocheranno in stadi come Parco dei Principi o Santiago Bernabéu, dove la pressione emotiva è enorme. Lo vede come un test di maturità e vuole che lo affrontino senza paura.
Il mercato è un tema che Fabregas affronta partendo dal presupposto che non gli piace che sia aperto a campionato iniziato. Non piace ai giocatori, non piace allo staff perché crea dubbi, incertezze ed instabilità.
“Magari c’è un giocatore qui che tra 2-3 settimane giocherà da un’altra parte.”
Il Como ha già inserito profili importanti, come Chalobah, ma manca ancora qualcosa per fare lo step decisivo. Qualcosa come un’attaccante, che rimane un tema aperto, ma Fabregas non vuole distrazioni, infatti la squadra deve restare concentrata, soprattutto in vista dell’esordio contro l’Udinese.
La pressione su Fabregas per il nuovo progetto e la sfida con l’Udinese
Il tecnico ammette di vivere un ruolo che richiede responsabilità enormi, ma la direzione è chiara. Sviluppare i giovani, costruire un’identità e non farsi distrarre da alcun rumore esterno.
“Nessuno mi farà cambiare la direzione per la costruzione di un’identità.”
È la frase che riassume tutto perché il Como non vuole essere una sorpresa, vuole essere un progetto.
Per la prima sfida di Serie A, sabato contro l’Udinese, Fabregas non usa giri di parole, “Udinese una squadra forte forte, in tutti gli aspetti.”
Una partita che richiederà attenzione totale. Nico Paz, affaticato muscolarmente, ha recuperato e può partire dall’inizio. Fabregas conferma anche che Addai è già a Como, si sta allenando individualmente e sarà pronto in circa un mese. Un recupero importante per dare profondità alla rosa in una stagione che richiederà rotazioni continue.

Fabregas guida un Como che non vuole solo partecipare, vuole costruire, crescere e sorprendere.