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Torino, da Asslani a Prati: come cambia ora il Toro

Torino, da Asslani a Prati: come cambia ora il Toro

Dal dramma del rigore sbagliato di Asllani alla fiducia in Prati: il Torino riscrive il suo percorso tra presente e futuro.

Mai come in questa stagione le sorti di un giocatore sono sembrate legate ai calci di rigore. Un esempio lampante è quello di Nicolae Stanciu, che dal dischetto, a recupero inoltrato, ha avuto l’occasione perfetta per regalare tre punti fondamentali al Genoa, salvo poi spedire il pallone alle stelle e, qualche ora dopo, annunciare la separazione dal club.

Un episodio molto simile si è verificato anche in casa Torino, con Kristian Asllani, che ha scelto la peggior occasione possibile per sbagliare il primo rigore della sua carriera, come ammesso dallo stesso giocatore.
L’ex Inter, oggi al Beşiktaş, ha fallito un rigore decisivo oltre il novantesimo minuto, che avrebbe permesso ai granata di conquistare un punto fondamentale in chiave salvezza, nel match perso 2-1 contro il Lecce.

Quell’errore costò punti pesantissimi nella corsa alla salvezza, portando il Torino a soli quattro punti di vantaggio sul Pisa, allora terz’ultimo in classifica.

Ai margini di quell’episodio, le scuse del giocatore apparvero quasi come una frase di commiato, che con il senno di poi anticiparono l’addio. Qualche settimana più tardi, infatti, Asllani interruppe il prestito in Piemonte, per trasferirsi in Turchia.

Sulla vicenda è intervenuto anche Marco Baroni in conferenza stampa, sottolineando come il comportamento del giocatore sia sempre stato esemplare, ma che le scelte della dirigenza siano state orientate verso un profilo più giovane e futuribile, senza entrare nel merito delle questioni tattiche:

“Non mi piace parlare di un giocatore che non abbiamo più. Un grande professionista e nel contesto abbiamo valutato altro. Lui però non ha mai sbagliato niente sotto nessun aspetto. Abbiamo visto crescere molto Ilkhan e quindi abbiamo pensato di lavorare con un giocatore di prospettiva”.

Torino, da Asslani a Prati

Il mercato del Torino non si è fermato qui, con Matteo Prati che ha virtualmente preso il posto di Asllani all’interno del centrocampo. L’ex Cagliari si è unito alla squadra di Baroni con la formula del prestito fino al 30 giugno 2026, con diritto di riscatto.

Ancora Baroni ha parlato così del nuovo innesto:
“Crediamo in lui, l’abbiamo aspettato. Bene averlo insieme a Ilkhan perché può fare sia il vertice basso sia la mezzala. Abbiamo avuto infortuni ma ora stanno rientrando quasi tutti”.

Parole arrivate dopo la buona prestazione di Monza, che pur non valendo la semifinale di Coppa Italia, ha rappresentato un segnale di svolta per una squadra che fino a poche settimane fa sembrava avviata verso l’ennesima stagione anonima.

Da questo punto di vista, Matteo Prati non sarà la soluzione a tutti i problemi, ma rappresenta un esempio chiaro della ritrovata lucidità della dirigenza granata sul mercato, guidata dal DS Davide Vagnati.
Nonostante il tempo trascorso lontano dalla Mole, il direttore sportivo ha già dimostrato grande capacità di lettura, mettendo a segno colpi mirati e funzionali, validi sia per il presente che in ottica futura.

Da Obrador a Kulenovic, passando ovviamente per Prati, sono tutti innesti partiti con il piede giusto.

Torino
Gvidas Gineitis ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

La linea è stata quindi tracciata, e da qui la squadra granata potrà puntare solamente a risalire.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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