ULTIM'ORA

Atalanta, notte amara: tra scelte rivedibili e una verità innegabile

Atalanta, notte amara: tra scelte rivedibili e una verità innegabile

Il Bayern travolge l’Atalanta in Champions. Le scelte di Palladino non hanno convinto, ma la sensazione è che i bavaresi siano semplicemente di un altro livello.

In casa Atalanta c’è grande amarezza per l’umiliazione subita in Champions League contro il Bayern Monaco. Una partita senza storia, in cui la squadra bavarese ha dominato dal primo all’ultimo minuto, lasciando pochissimo spazio alla reazione della Dea.

A pesare sulla serata sono state anche alcune scelte tattiche rivedibili di Palladino, a partire dalla decisione di abbandonare il consolidato 3-4-2-1 che negli anni ha caratterizzato il gioco dell’Atalanta per passare a un 4-4-2 forse fin troppo offensivo. Una scelta che il tecnico, nel post-partita, ha dichiarato che rifarebbe, ma che anche il capitano Marten de Roon ha lasciato intendere non essere stata la soluzione ideale per affrontare un avversario di questo livello.

ATALANTA
MARCO CARNESECCHI RAMMARICATO ( FOTO DI SAVATORE FORNELLI )

Atalanta, anche i tifosi hanno capito

Allo stesso tempo, però, esiste anche una verità difficile da ignorare: il Bayern visto ieri sembrava semplicemente troppo forte per questa Atalanta. La sensazione è che, anche con un atteggiamento tattico diverso, la Dea avrebbe comunque faticato enormemente contro quella che oggi appare come una delle squadre più in forma d’Europa e una seria candidata alla vittoria della Champions.

Di questo sembra consapevole anche il pubblico bergamasco, vero protagonista della serata. I tifosi nerazzurri hanno sostenuto la squadra dal primo all’ultimo minuto, continuando ad applaudire anche dopo ogni gol subito e rendendo omaggio ai giocatori al termine della partita per un percorso europeo comunque ricco di soddisfazioni. Un cammino che con ogni probabilità si interromperà contro un avversario semplicemente superiore.

Se le scelte di Palladino non hanno convinto, il merito più grande del tecnico forse sta proprio nell’aver riportato entusiasmo attorno alla squadra. Solo pochi mesi fa, con Jurić in panchina, sugli spalti si sentivano soprattutto fischi e delusione per una squadra che sembrava destinata a un campionato anonimo. Oggi invece l’Atalanta lotta con le unghie e con i denti per tornare in Europa e può ancora giocarsi una semifinale di Coppa Italia.

La notte contro il Bayern resterà amara, ma non cancella il percorso di crescita della Dea. A Bergamo lo sanno bene: a volte anche una sconfitta può raccontare molto più di quanto dica il risultato.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

108 articoli