Alla vigilia di Bologna-Lazio, il tecnico dei felsinei, Vincenzo Italiano, è intervenuto in conferenza stampa per presentare il match.
Di seguito un estratto delle parole dell’allenatore del Bologna in vista della sfida contro la Lazio, in programma domani alle ore 21.
Bologna, le parole di Italiano
Quanto vi giocate nella gara di domani sera?
“Sapete quanto teniamo a questa competizione e domani servirà massima concentrazione per dare tutto e provare a passare il turno. Avremo il vantaggio di giocare in casa, anche se ultimamente non lo stiamo sfruttando a dovere. Dovremo essere attenti, limitare gli errori e affrontare un avversario in salute, ma il nostro obiettivo è andare avanti”.
Perché il fattore campo non sta incidendo come dovrebbe?
“Dobbiamo riportare il Dall’Ara a essere un valore aggiunto. Domenica, all’uscita di Bernardeschi e Rowe, c’è stata una standing ovation: il nostro pubblico è una risorsa enorme e va tenuto vicino. Sta a noi invertire questo trend già da domani. Ringrazio i tifosi per l’atteggiamento e faremo di tutto per farli tornare a casa con un risultato positivo, perché vederli delusi dopo il Parma mi ha fatto male”.
Cosa deve dare in più la squadra per tornare a fare risultati?
“Qualcosa in più da tutti. Serve una lettura migliore anche nelle situazioni che sembrano semplici, bisogna percepire prima il pericolo e prendersi responsabilità. Anche in dieci siamo rimasti con tre attaccanti: era un rischio, ma andava corso. Dobbiamo creare più occasioni e concederne sempre meno”.
Al gruppo cosa serve di più: determinazione, rabbia o serenità?
“Ne avevamo già parlato a fine gara. Abbiamo scelto di archiviare e ripartire: non puoi risolvere tutto in due allenamenti dal punto di vista mentale. Quello che non mi è piaciuto domenica è stato il dispendio energetico dovuto all’inferiorità numerica, infatti perdiamo Heggem per questo. Ora il focus è preparare le partite e limitare gli avversari”.
Come sta Heggem?
“Ha un sovraccarico al quadricipite, non ha senso rischiarlo. Vedremo se potrà essere recuperato per domenica”.
Che impressione le hanno fatto Sohm, Joao Mario e Helland?
“I nuovi arrivati sono professionisti con una grande cultura del lavoro. È chiaro che sono qui da poco e hanno bisogno di tempo. Sohm è un centrocampista dinamico, con forza e inserimento: avrei voluto usarlo domenica, ma l’espulsione ha cambiato tutto. Helland è giovane ma ha grande prospettiva, qualità e struttura: è un patrimonio del club. Joao Mario ha giocato col Parma, poi dopo l’espulsione ho scelto Zortea per avere più copertura e strappo in ripartenza”.
Domani giocherà con il trequartista o con un centrocampista in più?
“Odgaard modifica l’assetto, ma sta lavorando bene anche da centrocampista. Secondo me può interpretare anche il ruolo di mezzala”.
Vitik o Casale? Ravaglia o Skorupski?
“Lo scoprirete domani: ho le idee chiare, ma non le anticipo”.
Con l’infortunio di Lykogiannis, come pensa di gestire il riposo di Miranda?
“In questo momento Miranda fatica a recuperare rapidamente tra un impegno e l’altro. A livello tecnico dà garanzie, meno sotto l’aspetto fisico. Dovremo adattare qualcuno quando servirà sostituirlo: le opzioni sono due, o giochiamo con due destri oppure snaturiamo un altro ruolo. L’anno scorso, con il Benfica, abbiamo giocato con Holm e Posch entrambi a destra”.

Bernardeschi potrebbe essere impiegato come soluzione centrale invece che sulla fascia? “È stata una delle sue prime presenze in quel ruolo e credo che si senta maggiormente a suo agio partendo da destra per agire sulla trequarti. Lo ha confermato domenica con un’ottima prestazione; inoltre, possiede un’ottima capacità di ripiegamento e sa fare densità in fase difensiva. Non a caso in passato ha ricoperto il ruolo di quinto a centrocampo, quindi ritengo che continueremo a puntare su di lui in quella zona.”
Qual è la sua valutazione sulla situazione dei rinnovi di Orsolini, Lucumì e Freuler? “Parlo per esperienza personale: da calciatore, all’inizio del match sei focalizzato sulla prestazione, ma col passare del tempo i pensieri possono finire altrove. Il mio auspicio è che le trattative tra la società e i giocatori non condizionino il rendimento in campo e che passino in secondo piano rispetto agli obiettivi sportivi.”
In che modo si lavora sulla percezione del pericolo durante gli allenamenti? “Ritengo che diverse sconfitte siano maturate per cali di concentrazione. Oggi ho insistito molto sull’importanza delle chiusure preventive attive: dobbiamo essere pronti a ogni evenienza anche quando siamo in possesso palla. La soglia di attenzione deve essere massima per evitare errori fatali. Non possiamo permetterci rischi a campo aperto, né tantomeno su rimesse dal fondo, falli laterali o situazioni da palla inattiva.”
Che tipo di Lazio si aspetta di affrontare domani? “Ho seguito attentamente la loro ultima sfida contro una Juventus in ottima forma. La Lazio di Sarri ha un’identità ben definita e meccanismi ormai collaudati; il nostro compito sarà quello di limitarli il più possibile. Affronteremo un gruppo di valore che vorrà mettere in mostra le proprie qualità. Conosciamo i loro punti di forza e di debolezza, così come loro conoscono i nostri. Ci attende una semifinale storica e daremo il massimo per superare il turno.”