Il Como va alla semifinali di Coppa Italia a 40 anni esatti dall’ultima volta, 1985/86, dove venne fermata dalla Sampdoria di Vialli e Mancini.
Ieri, al Maradona, il Como ha scritto una pagina della propria storia calcistica, arrivando alle semifinali di Coppa Italia: 40 anni fa l’unico precedente, nel 1985/86, con i lariani vicinissimi alla finale, persa per una sconfitta a tavolino.

Como, dopo 40 anni è di nuovo semifinale di Coppa Italia: il precedente del 1986, finale svanita per colpa di un incidente dagli spalti all’arbitro Redini
Il Como ha scritto una pagina di storia ieri al Diego Armando Maradona, battendo il Napoli ai calci di rigore ed arrivando in semifinale di Coppa Italia dopo ben 40 anni. Un traguardo incredibile per la formazione lariana, decisa ad arrivare sino in fondo alla competizione. Anche nel 1986 la squadra allora allenata da Rino Marchesi ci arrivò vicino, vale la pena di raccontare quel precedente, macchiato però dallo spiacevole episodio occorso all’arbitro Redini di Pisa.
I lariani affrontarono una formazione emergente e candidata al successo finale, la Sampdoria di Vialli e Mancini, che era anche il detentore della Coppa nazionale. Però i lariani avevano dimostrato sia in campionato che in Coppa di non temere nessuno: nel girone preliminare di agosto, si piazzò al secondo posto dietro al Torino, con un Dirceu subito in grande spolvero. Nella fase ad eliminazione diretta, i lariani eliminarono la Juventus che vinse poi il campionato, vincendo all’andata per 1 a 0 con rete di Corneliusson. Poi, nei quarti di finale, fu il turno dell’Hellas Verona campione d’Italia, vincendo il ritorno per 3 a 1 con reti di Casagrande e doppietta di Borgonovo. Quindi, contro la Sampdoria i lariani si presentarono avendo battuto i campioni d’Europa ed Italia in carica, quindi per Vujadin Boskov più che una preoccupazione.
All’andata a Marassi finì 1 a 1, a Salsano rispose Maccoppi. Il ritorno si giocò il 4 giugno, in piena clima Mundial di Messico, ma in riva al Lario si pensava alla partita contro i blucerchiati che piuttosto ai mondiali. Albiero al 85′ minuto portò la squadra di Marchesi in vantaggio, pareggio 2 minuti dopo di Francis e quindi tempi supplementari. Al 96′ minuto Borgonovo segna il gol del vantaggio, il Sinigaglia esplode e vede la finale avvicinarsi. Poi, un minuto dopo, Redini concesse un rigore alla Sampdoria e qui ecco il brutto episodio: dagli spalti fu lanciato un oggetto contundente, il direttore di gara venne colpito e la partita fu sospesa. Poi, ci pensò il giudice sportivo che assegnò il 2 a 0 a tavolino ai blucerchiati che andarono così in finale.
Un epilogo amaro per quella che poteva essere davvero una bella favola, ora Nico Paz e compagni avranno l’occasione anche loro di arrivare in finale, ma stavolta con la consapevolezza in più di 40 anni fa, come lo hanno dimostrato ieri in quel di Napoli.