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I saluti di James Milner. Addio al calcio del giocatore più longevo d’Inghilterra

I saluti di James Milner. Addio al calcio del giocatore più longevo d’Inghilterra

James Milner si ritira dal calcio giocato. A 40 anni e 146 giorni, uno dei professionisti più longevi e rispettati del football inglese dice basta, chiudendo una carriera che ha attraversato 24 stagioni consecutive di Premier League, un record assoluto, rispecchiato dalle sue 658 presenze che lo rendono il giocatore più presente nella storia del campionato.

Milner lascia il calcio con un curriculum che sembra scritto per raccontare l’evoluzione stessa della Premier: dagli esordi al Leeds United nel 2002-03, quando era un ragazzino prodigio, fino agli ultimi anni da leader instancabile, capace di essere, dati alla mano, il terzo marcatore più giovane al mondo e il secondo più anziano. Una parabola che definisce meglio di qualsiasi aggettivo la sua longevità.

Milner è il recordman che ha attraversato un’era

Milner è stato un simbolo di continuità, affidabilità, un professionista capace di adattarsi a ogni contesto, ruolo o allenatore. I suoi numeri raccontano una storia che sarà difficilissima da avvicinare. 658 presenze in Premier League, 24 stagioni consecutive con almeno una presenza, 40.876 minuti giocati, equivalenti a quasi un’intera era calcistica, 56 gol e 90 assist. 13 trofei complessivi, tra cui la Champions League 2018-19 e 3 Premier League, due col Manchester City, una con il Liverpool.

Numeri che non raccontano solo la quantità, ma soprattutto la qualità di un giocatore che ha saputo essere utile, intelligente, determinante in mille modi diversi.

Milner e Liverpool. Una striscia di successi generazionale

James Milner

Arrivato ad Anfield nel 2015, Milner è diventato rapidamente uno dei pilastri del progetto Klopp. Forse non il più appariscente, forse non il più celebrato, ma sicuramente quello che ogni allenatore vorrebbe avere: affidabile, disciplinato, capace di giocare terzino, mezzala, esterno, regista e anche rigorista.

Con i Reds ha completato il suo palmarès, vincendo Premier, Champions, Supercoppa Europea, Mondiale per Club. La sua intensità, sacrificio e mentalità ha incarnato lo spirito del Liverpool di Klopp nel migliore dei modi.

Non a caso, i tributi dei compagni, raccolti anche dal club nelle ultime ore, parlano di un leader silenzioso, di un professionista modello, di un compagno che ha fatto la differenza ogni giorno, non solo in campo.

Dall’esordio col Leeds al tramonto di una carriera circolare

Milner aveva iniziato nel club della sua città, il Leeds United, diventando uno dei più giovani marcatori della storia della Premier. Da lì, una carriera costruita passo dopo passo con Newcastle, Aston Villa, Manchester City, Liverpool, Brighton. Un viaggio che lo ha visto trasformarsi da talento giovane e grezzo a veterano totale, fino a diventare un riferimento per intere generazioni di calciatori inglesi.

Le sue parole, semplici e dirette, sono la sintesi perfetta del personaggio che è emerso in questi anni di carriera. Niente frasi ad effetto, niente melodrammi, solo la consapevolezza di aver dato tutto, fino all’ultimo minuto.

Milner lascia il calcio con la stessa sobrietà con cui lo ha attraversato. Senza clamore, ma con un’eredità enorme. Resta l’immagine di un giocatore che ha fatto della professionalità la sua giocata più grande; resta il simbolo di una Premier che cambia; resta un record difficilmente egualiabile; resta, soprattutto, l’idea che nel calcio moderno si può essere decisivi anche senza essere star. Milner è stato tutto questo, un campione senza fronzoli.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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