Nuovi documenti pubblicati dal Guardian mettono in discussione la posizione assunta dalla FIFA nei confronti della Superlega europea. Scopriamo insieme tutti i dettagli.

Secondo il quotidiano britannico nel 2020 il presidente della FIFA, Gianni Infantino, avrebbe partecipato ai colloqui con alcuni dei principali club europei per la creazione di una competizione internazionale alternativa alla Champions League. Al centro della vicenda c’è un term sheet, un accordo preliminare non vincolante, che descrive il progetto di una “FIFA Super League”. Il piano prevedeva una partnership della durata di almeno dodici anni tra FIFA e club fondatori, con una joint venture incaricata di gestire sia la nuova competizione sia un Mondiale per Club ampliato e disputato ogni anno.La competizione avrebbe incluso 15 club permanenti e 5 qualificati attraverso i tornei esistenti, oltre a una versione femminile. La FIFA avrebbe mantenuto un ruolo determinante nelle decisioni strategiche, tra cui: format, calendario, distribuzione dei ricavi e nomina dell’amministratore delegato. Il progetto prevedeva inoltre una riduzione delle finestre dedicate alle nazionali e dei campionati domestici, modificando profondamente l’attuale organizzazione del calcio mondiale.
Quando nell’aprile 2021 la Superlega venne annunciata da dodici club europei, Infantino si schierò pubblicamente al fianco della UEFA, definendo inaccettabile una competizione chiusa e separata dalle istituzioni calcistiche. I documenti emersi oggi suggeriscono però che, nei mesi precedenti, la FIFA fosse stata coinvolta nelle trattative, con l’organizzazione indicata nei documenti con il nome in codice “W01”. Non è chiaro perché il progetto non sia mai andato oltre la fase preliminare. n seguito Infantino avrebbe ordinato ai suoi collaboratori di interrompere qualsiasi iniziativa che potesse entrare in conflitto con le istituzioni del calcio. L’inchiesta alimenta i dubbi sulla strategia perseguita da Infantino negli ultimi anni: rafforzare il ruolo della FIFA nel calcio mondiale attraverso nuove competizioni e una maggiore centralizzazione del business. In quest’ottica viene ricordata anche la recente, e poi accantonata, proposta di vendere una quota dei diritti commerciali della FIFA a investitori privati, nonostante gli ottimi risultati economici dell’organizzazione nel ciclo 2022-2026.