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ESCLUSIVA CS, Graziano Campi: “Spalletti ha idee e autorità, ma per tornare grandi servono tre colpi veri. E su Chiesa…”
Graziano Campi, noto giornalista sportivo, intervistato dalla redazione di Calciostyle analizza la Juventus di Spalletti: idee, limiti della rosa, mercato e la necessità di tornare a puntare sui campioni.
Il primo impatto di Spalletti alla Juventus
Come valuti il primo periodo di spalletti in bianconero?
“Il giudizio va sospeso. Ha ottime idee, per certi versi simili a quelle di Motta (il ritorno al 4-2-3-1 è sintomatico) e ha l’autorevolezza per confrontarsi con uno spogliatoio che dopo tre esoneri in un anno e mezzo non ha più alibi. Il calendario è stato semplice rispetto all’inizio di stagione, e ci sono state ottime cose miste a prestazioni deludenti in toto o in parte. Bisogna capire come Spalletti nel lungo periodo riuscirà a gestire lo spogliatoio e come la società saprà supportarlo, ascoltandolo sul mercato”.
Una corsa Champions sempre più affollata
La squadra necessita rinforzi in questa sessione di mercato?
“Lo dice la classifica: ci sono sei squadre in lotta per quattro posti Champions e per scavare un solco a tutte servono dei correttivi. Il crollo di Atalanta, Lazio e il momento attuale del Bologna hanno ristretto una cerchia in cui però si è affacciato il Como: per la lotta europea ci sono otto squadre in corsa. Alcune possono ambire solo a Conference ed Europa League ma saranno agguerrite nel girone di ritorno, perchè in lotta tra loro.
Oggi la Juve ha vinto con Inter, Roma e Bologna, pareggiato con Milan e Atalanta, perso con Napoli, Lazio e Como. Non mi aspetto che il percorso in Champions sia lunghissimo, ma il minimo sindacale sarebbe trovare un terzino, perchè Joao Mario non gioca e Cabal ha problemi fisici, ma anche provare ad accontentare Spalletti sulla mezzala. Abituato a Nainggolan e Zielinski, serve un giocatore con quelle caratteristiche per completare la rosa. Oppure…”
L’ipotesi Chiesa e l’equilibrio dello spogliatoio
Cosa pensi di un ritorno di Chiesa?
“Appunto. Con l’arrivo di Chiesa, Yildiz potrebbe essere messo sottopunta, più vicino a David o Openda, e l’italiano a sprintare sulla sinistra. Sicuramente aiuterebbe Spalletti a tenere lo spogliatoio insieme agli altri italiani, che possono costituire lo zoccolo duro di questa squadra e il suo collante con l’allenatore.
C’è però il problema che la stagione di Di Gregorio, Gatti, Locatelli e Cambiaso non è entusiasmante: tra i trascinatori servirebbe anche chi è capace di fare la differenza in campo e c’è da chiedersi se Chiesa ha fisicamente quello che serve per farla.
Va anche detto che può essere un intreccio di mercato: Ramadani, il potente procuratore di Chiesa, può aiutare la Juve a piazzare alcuni esuberi o anche far cassa in caso di cessioni di alto valore. La situazione con Douglas Luiz e Nico Gonzalez è tutt’altro che rosea: dovessero saltare i trasferimenti il mercato della Juventus in estate sarebbe particolarmente problematico”.

Dirigenza, proprietà e ambizione: il nodo centrale
Cosa deve fare la dirigenza della juve per tornare grande o comunque lottare con le big, fino alla fine?
“Pochi ma buoni. Se i giocatori sono integri fisicamente, la Juventus ha una buona rosa, da primi quattro posti. Per arrivare allo scudetto servono quelli che ti fanno lo step successivo e qui più che la dirigenza, chiamata a scoprire talenti che però hanno bisogno di tempo per emergere, deve intervenire la proprietà.
Elkann ha parlato di amore, responsabilità e passione: Gianni Agnelli ha comprato Baggio, Vialli e poi scelto i migliori dirigenti del mondo per completare l’opera. Non c’è stato anno che non abbia regalato un’emozione, anche quando poi magari non “funzionava”: Rush, Zavarov, Laudrup… Un campione doveva sempre arrivare a Torino.
Andrea Agnelli ha portato Pirlo, Tevez, Higuain, Ronaldo, De Ligt, Vlahovic, Di Maria e Bremer: anche quando andava male, arrivava un campione (o presunto tale). Oggi il giocatore più “importante” arrivato con Agnelli, contando anche il post calciopoli, è Koopmeiners… Anche se aveva fatto bene con l’Atalanta, sfido chiunque a metterlo in lista con i nomi che ho fatto prima”
“Vuoi vincere? Prendi Nico Paz. Prendi un regista, affianca un grande libero a Bremer. Tre colpi: servono i soldi? Sì, ma prima serve la passione e la voglia di vincere. Con quella, è più facile fare mercato e convincere anche altri a venire a Torino. Non servono gregari, non serve chi viene a svernare: serve chi vuole portare la Juventus tra le prime otto d’Europa, non chi si accontenta di stare tra le prime quattro in Italia.”
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