Oggi ai nostri microfoni è intervenuto l’ex direttore sportivo Rino Foschi di Genoa, Torino e Palermo con il quale abbiamo affrontato vari temi di attualità e passato.
Le sue dichiarazioni:
Come si spiega che il calcio italiano di oggi non ha più talenti?
“Prima si lavorava molto nei settori giovanili, c’erano un massimo di extracomunitari che erano tre e si lavorava molto sugli italiani. Oggi purtroppo c’è più business che passione. Oggi ci sono le proprietà straniere che non hanno l’amore e non ci rimettono i soldi”.
Che idea si è fatto di queste proprietà straniere e degli algoritmi?
“Io sono uno ancora all’antica, sono fermo a casa per motivi familiari e perché ho una certa età. Io ho sempre vissuto con un capo scout che vedevano i giocatori e poi andavo io. Qualche proprietà è buona come il Como che ha un progetto, altre no e poi vengono fuori cose sbagliate”.
Che ricordi ha della sua esperienza al Verona?
“Da lì sono usciti giocatori importanti e forti come Tommasi che poi l’abbiamo venduto alla Roma, Camoranesi alla Juventus è uscito Fabio Grosso, in panchina abbiamo avuto Prandelli. Tra Palermo e Verona ho avuto molti giocatori che hanno fatto carriera e sono diventati campioni del Mondo ma questo perché io ero innamorato del mio lavoro. In Brasile come osservatore avevo Dunga”.
Come era lavorare con Zamparini a Palermo ?
” Il presente Zamparini mi ha chiamato dopo 5 giorni che mi ero dimesso dal Verona era una persona fantastica sono stato lì 10 anni e l’ultimo non mi ha fatto fare i playoff per tornare in Serie A. Ho avuto presidenti bravi anche come Cairo”.
Quale è una trattiva importante a Palermo che non è riuscito a chiudere?
“Ne ho avute tante di trattative belle, e faticose. Ad esempio una trattativa interessante è stata quella quando dovevo prendere Kjear lui si trovava a giocare un torneo a Viareggio ho preso l’aereo privato e lo sono andato a convincere, su di lui c’era forte l’Inter. Cavani l’ho preso idem Grosso, Barzagli”.
Cosa ne pensa della situazione della dirigenza del Torino?
“Io a Torino mi sono trovato bene sono andato lì perché Cairo mi voleva già da anni ed in un mercato di Gennaio sono arrivato ci siamo messi a lavorare, per un pelo non mi sono riuscito a salvare a fine stagione. Oggi li a Torino c’è una situazione complicata ma la piazza deve rimanere unita, comunque lui è un presidente importante che c’è sempre e sta facendo bene tiene un bilancio buono e non è facile oggi. Io me ne sono andato perché Cairo voleva fare un mercato importante io ero presuntuoso ho preso e sono andato via”.
La carriera di Foschi
Cosa si ricorda della sua esperienza a Genoa e del rapporto con Gasperini?
“Mi sono trovato bene a Genoa ma a fine anno mi sono dimesso perché mi voleva il Cesena. Poi abbiamo iniziato con Gasperini, ma io sono una persona particolare i soldi non li volevo andavo via. Gasperini è un bravissimo allenatore però non mi trovavo perché è un mister un po geloso mi sembrava e quindi ho deciso di dimettermi. Sono tornato a Genoa con Ballardini e ci siamo salvati”.
Lei è mai stato vicino ad essere il direttore sportivo di un top club?
“Io avevo già firmato un contratto con l’Atalanta quando ero a Padova e poi non sono andato infatti mi vergogno a dirlo, infatti Percassi ci è rimasto male ma abbiamo fatto pace. Sono stato vicino ai tempi di Secco alla Juventus però poi non si è fatto più nulla”.
