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Bosnia-Italia 1996, storica vittoria dopo la guerra

Bosnia-Italia 1996, storica vittoria dopo la guerra

Martedì è il giorno di Bosnia-Italia, che vale l’accesso al mondiale 2026: la nostra rubrica rivive il match del 1996, con sconfitta azzurra per 2 a 1.

Martedì prossimo è il giorno di Bosnia-Italia, che vale l’accesso al mondiale nordamericano di giugno: la nostra rubrica anni ’90 dedica uno speciale al match del 1996, con vittoria bosniaca per 2 a 1. Una vittoria che non fu solo calcistica, in un paese devastato da una guerra fratricida.

Bosnia-Italia, amarcord 1996
L’ESULTANZA DI MOISE KEAN E FRANCESCO PIO ESPOSITO ( FOTO EMANUELE PENNACCHIO/KEYPRESS )

Bosnia-Italia 1996, vittoria sorpresa dei padroni di casa dopo la guerra civile, una sconfitta che costò la panchina ad Arrigo Sacchi

Martedì 31 è il giorno di Bosnia-Italia, match che vale l’accesso al mondiale nordamerican0 di giugno prossimo. La classica partita dove si gioca tutto, gli azzurri che vogliono tornare al mondiale dopo due mancate qualificazioni, i bosniaci per regalare al paese una grande gioia ed anche per il suo giocatore più rappresentativo, Edin Dzeko che il Nordamerica sarà l’ultimo grande palcoscenico della sua carriera. La nostra rubrica anni ’90 dedica uno speciale ad un match della decade davvero significativo sotto ogni punto di vista, non solo calcistico, quello giocato a Sarajevo il 6 novembre  1996.

La guerra civile bosniaca si era conclusa appena da un anno, ma ancora c’era strascichi molto pesanti. Il paese aveva da pochissimo votato per eleggere in nuovi rappresentanti che dovevano sostituire quelli eletti in epoca jugoslava, ed anche lo sport stava faticosamente rinascendo. La Bosnia aveva mandato una sua rappresentativa ai giochi olimpici di Atlanta di quello stesso anno, il basket aveva visto l’episodio di non giocare contro la Jugoslavia che sosteneva i serbi del paese, ed anche il calcio stava rinascendo, con la federazione da poco affiliata a UEFA e FIFA. Allora, la FIGC in segno di solidarietà con il popolo bosniaco, decise di organizzare un amichevole a Sarajevo. Sacchi decise di affidarsi a Chiesa, Casiraghi e Zola, ma la Bosnia contava su due giocatori: Salihamidzic e Bolic, che avrebbero fatto una grande carriera.

Il match si mise subito in salita perché al 5′ minuto fu proprio Salihamidzic portare in vantaggio i bosniaci, ma Chiesa al minuto 10 portò subito gli azzurri in parità. Sul finire del tempo il gol partita di Bolic, che mise la firma su una storica vittoria. Per Arrigo Sacchi questa sconfitta costò la panchina e praticamente ne segnò la fine della sua carriera da tecnico, visto che Milan, Atletico Madrid e Parma non furono che solo appendici per il tecnico di Fusignano.

Speriamo che martedì gli azzurri di oggi siano più attenti di quelli di 30 anni fa, soprattutto ora che la Bosnia è un ottima squadra, non quella squadra che nonostante tutto portò una grande gioia anche se solo per un pomeriggio.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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