Il presidente della Commissione Arbitrale FIFA Pierluigi Collina ha definito il Mondiale 2026 “il più tecnologico di sempre”, un torneo che segna un punto di svolta nel rapporto tra calcio e innovazione. Le sue dichiarazioni raccontano un’edizione che ha introdotto strumenti mai visti prima, pensati per rendere il gioco più fluido, più giusto e più trasparente.
Tecnologia al servizio degli arbitri
Collina ha spiegato che la FIFA si è trovata davanti a un bivio. Creare “una comunità Amish dentro lo stadio”, bandendo la tecnologia; oppure dare agli arbitri gli stessi strumenti che hanno tifosi e spettatori. La scelta è stata netta, si è voluto integrare la tecnologia, investendo milioni “sperando che vengano buttati via”, perché significherebbe che gli arbitri hanno lavorato talmente bene da non averne bisogno.
Secondo Collina, l’innovazione non toglie emozione al calcio “È un falso storico. Il giocatore esulta quando segna, poi esulta di nuovo quando il gol viene confermato. Se viene annullato, esulta la squadra avversaria. L’emozione deve basarsi su una decisione corretta.”
Per Collina, la tecnologia non è un nemico del calcio, ma un alleato dato che da la possibilità di ridurre le polemiche infinite, permette decisioni più rapide e corrette e restituisce agli arbitri la possibilità di vedere ciò che accade realmente in campo.
E soprattutto, non toglie nulla all’emozione “Ancora oggi, a sessant’anni di distanza, ci si chiede se il gol dell’Inghilterra nel 1966 fosse valido. Meglio un’emozione basata sulla verità.”
Spider-cam, tocchi impercettibili e grafici. Gli episodi dubbi spiegati da Collina
Una delle novità più discusse è stata l’introduzione degli otto secondi per rimettere il pallone in gioco. Collina ha raccontato che in alcuni campionati i portieri trattenevano la palla “per più di venti secondi, un’eternità”, e gli arbitri evitavano di fischiare perché la sanzione, un indiretto in area, era sproporzionata.
La nuova regola stabilisce che il portiere ha 8 secondi per rinviare, lo stesso limite vale per falli laterali e rinvii dal fondo e superarlo comporta l’assegnazione di un calcio d’angolo agli avversari.
Il risultato? Per Collina è un “gioco più fluido e godibile, pochissime infrazioni”.
Nonostante i progressi, il Mondiale 2026 non è stato privo di polemiche. Collina ha affrontato due casi emblematici.
Norvegia–Inghilterra, la polemica sul presunto tocco della Spider-cam
Un rinvio del portiere norvegese ha portato al momentaneo pareggio inglese, con molti tifosi convinti che il pallone avesse sfiorato un cavo della Spider-cam. Collina è stato categorico “È incredibile che non si riesca a convincere la gente che il pallone non abbia toccato alcun cavo”. La tecnologia ha mostrato un grafico piatto dal rinvio al controllo del giocatore con solo una “leggera onda legata all’aria“, rotazioni del pallone coerenti, telecamera stabile. Nessun contatto, nessuna irregolarità.
Portogallo–Croazia, il gol annullato a Modric spiegato dai grafici di Collina
Qui la tecnologia ha rilevato un tocco impercettibile dell’attaccante croato prima che il pallone arrivasse al difensore portoghese. Il grafico mostrava, ha spiegato Collina, un picco sul contatto con la testa del croato, una linea piatta e poi un secondo picco sulla schiena del difensore.
Collina ha precisato che il sistema non rileva i capelli, quindi il picco era dovuto al contatto con la testa.

In definitiva, le parole di Pierluigi Collina mostrano quanto il Mondiale 2026 abbia messo in evidenza una tensione ormai strutturale del calcio contemporaneo. Da un lato la necessità di strumenti capaci di ridurre l’errore umano, dall’altro la difficoltà di un pubblico che fatica ad accettare verità prodotte da sistemi, grafici e sensori. Le polemiche sulla Spider‑cam o sui tocchi impercettibili non riguardano solo la tecnologia, ma il modo in cui essa ridisegna la fiducia, la responsabilità e l’emozione sportiva. Il compito etico del calcio di oggi non è scegliere tra progresso e tradizione, ma trovare un equilibrio che permetta al gioco di restare umano anche quando diventa più preciso.