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Mondiali: Messi insegue i record (quasi) impossibili di Jairzinho e Fontaine

Mondiali: Messi insegue i record (quasi) impossibili di Jairzinho e Fontaine

Mantenendo le medie attuali in questi Mondiali il fuoriclasse argentino potrebbe infrangere due primati che sembravano inavvicinabili.

Lionel Messi. Ancora lui, e sempre lui. Anche contro Capo Verde il fuoriclasse dell’Argentina ha messo il suo sigillo nella sofferta vittoria contro Capo Verde che ha garantito ai sudamericani il passaggio agli ottavi di finale dei Mondiali.

E’ un torneo sensazionale quello dell’ex Barcellona che, a 39 anni, vuole ancora dimostrare al mondo di essere il migliore di sempre, e in quale cornice migliore se non quella della vetrina più importante del calcio?

Quattro partite, sette gol. Il record di marcature che apparteneva a Miroslav Klose è stato letteralmente frantumato: il tedesco era fermo a “soli” 16 gol, mentre l’argentino ha già raggiunto le 20 marcature, con Mbappé che insegue due lunghezze più indietro.

Ma a differenza dell’attaccante del Real Madrid, Lionel Messi è ancora in corsa per poter infrangere due record dei Mondiali che durano da più di mezzo secolo.

Messi

Messi a caccia di Fontaine, Ghiggia e Jairzinho: ecco i record che l’argentino potrebbe battere

Il primo record che potrebbe cadere (in ordine cronologico di durata) è quello di Just Fontaine. L’attaccante francese fu l’assoluto protagonista dei Mondiali di Svezia 1958: in quell’edizione Fontaine segnò 13 reti, risultando ovviamente il capocannoniere del torneo. A distanza di quasi settant’anni quel primato non è stato più raggiunto ma, continuando a mantenere le sue sensazionali medie, Messi potrebbe eguagliarlo, se non addirittura superarlo.

Mancherebbero sei reti al n.10 argentino per raggiungere Fontaine, con quattro partite a disposizione.

L’altro record che Messi potrebbe battere è quello che appartiene al duo Jarzinho-Ghiggia. Le due leggende del Brasile e dell’Uruguay, infatti, sono stati gli unici a segnare almeno una rete in tutte le gare dei Mondiali, riuscendo poi a vincerli.

Ghiggia ci riuscì nella famigerata edizione dei Mondiali 1950, quelli del “Maracanazo” e della clamorosa vittoria nell’ultima gara contro il Brasile. L’ex Roma segnò 4 reti in altrettante partite, compresa ovviamente anche quella contro la Selecao: Ghiggia siglò la rete dell’1-2 che gettò nella più totale disperazione tutto il popolo verdeoro, regalando all’Uruguay la sua seconda Coppa del Mondo.

Jarzinho eguagliò l’attaccante uruguagio vent’anni più tardi, nei Mondiali di Messico 1970. Anche questa fu un’edizione storica, dove probabilmente il Mondo vide la miglior Nazionale brasiliana di sempre, quella dei cinque numeri dieci in campo (Pelè, Tostao, Rivelino, Gerson e, appunto, lo stesso Jairzinho). La stella del Botafogo realizzò sette reti in sei partite: l’ultima arrivò (purtroppo) contro l’Italia, nel 4-1 che consegnò per la terza volta consecutiva la Coppa Rimet alla selezione sudamericana.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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