Juventus, Pierre Kalulu intervistato da L’Équipe alla vigilia della sfida contro il Galatasaray: critiche, espulsione e voglia di rimonta in Champions.
La Juventus si prepara alla notte più delicata della sua stagione europea. All’Allianz Stadium arriva il Galatasaray e i bianconeri sono chiamati a ribaltare il pesante 5-2 dell’andata per continuare il cammino in Champions League. Servirà una prova da vera Juve, senza alibi.
Alla vigilia della sfida, Pierre Kalulu ha parlato ai microfoni de L’Équipe, affrontando i temi più caldi del momento: le critiche, l’espulsione, la crescita personale e l’ambizione della Nazionale.
Le parole di Kalulu a L’Equipe
“È una stagione ricca, come è normale nei grandi club, ci sono grandi speranze e ci viene chiesto di essere sempre all’altezza. Ma è una cosa che sogniamo fin da quando siamo ragazzini. Poi in questo mestiere ci sono obiettivi e si vedrà a fine stagione”.
Critiche: “Sono stato anch’io tifoso e so come funzionano le critiche. Sul momento c’è la frustrazione, la sfoghi sui social e poi te ne vai a dormire. Anche se ti criticano come persona, non va preso come qualcosa di personale. Mi dico sempre che se non voglio leggere certe cose, non devo andare sui social, neppure quando le cose vanno bene. Non ho bisogno che un qualsiasi utente mi dica se ho giocato bene o no”.
Sull’espulsione: “Ho spento il telefono per non alimentarla. In tanti hanno parlato ma alla fine la squalifica è rimasta. Meglio lasciarmi tutto alle spalle. Ma non credo che questo abbia influito sulla partita con il Galatasaray. Sembrerebbe che cerchiamo scuse, invece abbiamo sbagliato la partita”.
Periodo in crescita: “Voglio continuare così. Solo il campo ti dà legittimità anche agli occhi dei compagni. Gli avversari vanno studiati per spingerli a fare quello che non sono abituati a fare. Bisogna saper anticiparli di due o tre mosse, un po’ come negli scacchi. L’obiettivo è di essere il migliore e non solo difendere bene”.
Sulla Nazionale: “La nazionale è il top per un giocatore, un sogno d’infanzia e un privilegio. Mi sento pronto per il Mondiale”.