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Milan, Cardinale prepara l’addio a Elliott: perché il rifinanziamento del debito può cambiare il futuro del club

Milan, Cardinale prepara l’addio a Elliott: perché il rifinanziamento del debito può cambiare il futuro del club

Il possibile rifinanziamento del vendor loan acceso con Elliott rappresenta uno dei passaggi più delicati e strategici dell’era RedBird al Milan.

Secondo quanto riportato da Calcio e Finanza, Gerry Cardinale sta lavorando a un’operazione da circa 600–700 milioni di dollari (500–600 milioni di euro) per estinguere anticipatamente il prestito residuo da 489 milioni di euro, più interessi, concesso dal fondo guidato da Paul Singer al momento dell’acquisizione del club.

Una mossa che apre interrogativi importanti: cosa significa davvero questa decisione per il Milan e quali conseguenze può avere sul medio-lungo periodo?

Dal 2022 a oggi: come nasce il debito con Elliott

Milan, Cardinale prepara l’addio a Elliott: perché il rifinanziamento del debito può cambiare il futuro del club
CHRISTIAN PULISIC E ADRIEN RABIOT PERPLESSI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Per comprendere il contesto, bisogna tornare all’estate del 2022, quando Elliott decise di uscire dall’investimento Milan nel momento di massima valorizzazione sportiva, subito dopo lo Scudetto vinto con Pioli. Il club fu ceduto a RedBird per una valutazione complessiva di circa 1,2 miliardi di euro.

L’operazione venne strutturata in due parti:

  • 600 milioni versati immediatamente da Cardinale,

  • circa 560 milioni finanziati tramite un vendor loan concesso dallo stesso Elliott.

Il prestito, inizialmente in scadenza nell’agosto 2025, è stato poi rinegoziato nel dicembre 2024 con proroga al luglio 2028 e una riduzione nominale del debito a 489 milioni. Tuttavia, per effetto degli interessi, l’esposizione è tornata a crescere: secondo i documenti di ACM BidCo, a giugno 2025 il debito risultava pari a 523 milioni di euro.

Un legame finanziario ingombrante

Il vendor loan è uno strumento comune in finanza, ma nel caso del Milan ha creato un legame strutturale tra vecchio e nuovo proprietario. Elliott, pur non essendo più azionista, è rimasto un creditore centrale, alimentando nel tempo speculazioni su una presunta influenza indiretta sulle scelte strategiche del club.

Va però chiarito un punto: Cardinale è il proprietario del Milan a tutti gli effetti. Oltre al prestito, ha investito direttamente oltre 800 milioni di euro tra equity, rifinanziamenti e versamenti nelle casse del club. Allo stesso modo, la presenza in società di manager provenienti da Elliott, come Giorgio Furlani e Stefano Cocirio, non implica alcun controllo occulto, essendosi entrambi dimessi dai precedenti incarichi.

Resta però un dato oggettivo: a differenza dell’era pre-RedBird, oggi la catena di controllo del Milan è gravata da un debito rilevante, che pesa sulla strategia futura del gruppo.

Perché Cardinale vuole rifinanziare

In questo quadro si inserisce la decisione di cercare un nuovo finanziatore per sostituire Elliott. Le trattative, al momento, non sono ancora concluse e i termini definitivi non sono stati fissati. Tra le ipotesi sul tavolo figura anche una formula PIK (payment-in-kind), che consentirebbe di capitalizzare gli interessi e rinviarne il pagamento alla scadenza del prestito.

Per RedBird questo significherebbe maggiore flessibilità finanziaria, soprattutto in vista dello sviluppo del nuovo stadio di San Siro. Un progetto chiave, che potrebbe generare fino a 120 milioni di ricavi incrementali annui e rafforzare sensibilmente il valore dell’investimento.

Milan, i vantaggi (e i rischi) dell’operazione

L’uscita definitiva di Elliott avrebbe diversi effetti positivi:

  • eliminerebbe ogni ambiguità sulla governance del club,

  • renderebbe più semplice l’ingresso di nuovi soci di minoranza,

  • potrebbe portare a un rinnovamento del CdA, con l’uscita dei consiglieri legati al fondo americano.

Allo stesso tempo, un nuovo finanziamento potrebbe comportare tassi più elevati e un aumento dell’indebitamento nel lungo periodo, con i rischi che questo comporta in caso di mancato rimborso. La storia recente del calcio italiano dimostra quanto questo aspetto non sia da sottovalutare.

Il segnale al mercato

Secondo Calcio e Finanza, tra i soggetti interessati all’operazione ci sarebbe anche Manulife Comvest, importante operatore nel private credit, già partner di RedBird in altre operazioni finanziarie. Esisterebbe inoltre un secondo interlocutore, il cui nome non è ancora emerso.

In definitiva, il tentativo di rifinanziare il vendor loan rappresenta un vero test di credibilità per Cardinale. Se riuscirà a reperire le risorse a condizioni migliori rispetto a quelle di Elliott, significherà che il mercato crede nel progetto Milan. In caso contrario, il segnale sarebbe opposto.

Una cosa è certa: nel mondo della finanza, soprattutto in quella statunitense, i numeri contano più delle dichiarazioni. E il giudizio finale arriverà proprio da lì.

Direttore editoriale e CEO della testata giornalistica Calciostyle.com. Nato a Roma, classe 1981

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