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Spaccatura FIFA: Cordeiro dice addio e sbarra la strada al piano di Infantino sui fondi privati

Spaccatura FIFA: Cordeiro dice addio e sbarra la strada al piano di Infantino sui fondi privati

Cordeiro lascia la FIFA e attacca il piano sui fondi di investimento: troppe incognite sul futuro del calcio. Intanto Infantino difende la riforma

Scossone ai piani alti della FIFA. Carlos Cordeiro, consigliere senior del presidente Gianni Infantino ed ex numero uno della Federcalcio statunitense, ha rassegnato le dimissioni in aperto dissenso con il progetto che punta ad aprire le competizioni FIFA, Mondiale compreso, agli investitori privati.

Cordeiro ha motivato la sua decisione con parole nette, prendendo le distanze dalla linea seguita dalla FIFA. “Da consigliere senior del presidente, ex banchiere e grande appassionato di calcio, non posso restare in silenzio mentre si valuta la vendita di una quota della Coppa del Mondo”, ha dichiarato. Ha inoltre precisato di non aver preso parte alla stesura della proposta e di esservisi opporre con decisione, definendola “Un accordo dannoso per le federazioni affiliate, per il calcio e per il futuro di questo sport”.

Dopo oltre trent’anni di esperienza nel settore finanziario, Cordeiro ha voluto mettere il punto esclamativo sul valore economico e identitario del calcio, ormai in costante trasformazione. Ha dichiarato di aver valutato minuziosamente l’impatto e le possibili derive di una simile scelta, arrivando così alla decisione di bloccare fermamente la proposta.

Secondo il dirigente, la criticità principale risiede nelle troppe incognite ancora aperte: le vere ragioni e la tempistica dell’intesa, la natura dei controlli previsti, l’identità dei reali beneficiari, la presenza di una gara d’appalto trasparente, il modello di governance prescelto e l’effettivo ritorno per gli investitori rispetto al prezzo pagato dal movimento calcistico.

Questo abbandono giunge in una fase estremamente delicata per Infantino, già alle prese con la ferma opposizione di confederazioni chiave come UEFA, CONCACAF e AFC. La strategia finita sotto accusa mira a istituire una nuova entità commerciale per aprire i tornei FIFA ai fondi privati con quote di minoranza. La defezione di una figura così autorevole nel panorama economico e sportivo non fa che accentuare la profonda spaccatura interna generata dalla riforma.

Da parte sua, il vertice della FIFA tira dritto e ribadisce che non vi è alcuna intenzione di “svendere” il calcio, bensì quella di ampliare i ricavi a beneficio di tutte le federazioni affiliate. Tuttavia, il fronte del dissenso continua ad allargarsi, arrivando ormai a toccare anche la cerchia più stretta dei collaboratori di Infantino.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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