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Atalanta–Sarri, la nuova Dea prende forma mentre si attende la risoluzione con Palladino

Atalanta–Sarri, la nuova Dea prende forma mentre si attende la risoluzione con Palladino

L’Atalanta ha ormai imboccato una direzione chiara e Maurizio Sarri è il prescelto per inaugurare il nuovo ciclo tecnico, anche se l’ufficialità non è ancora arrivata. Il club nerazzurro sta infatti lavorando sugli ultimi passaggi burocratici, primo fra tutti la risoluzione del contratto con Raffaele Palladino, condizione necessaria per poter annunciare il nuovo allenatore.

Sarri al centro del progetto

Secondo le ricostruzioni più recenti, la trattativa tra Sarri e l’Atalanta è ai dettagli. Il tecnico toscano ha già dato la propria disponibilità e attende solo la chiusura formale del rapporto con la Lazio, con cui è ancora legato fino al 2027. Un incontro con Claudio Lotito servirà a definire la separazione, mentre a Bergamo è già pronto un triennale da circa 3–3,5 milioni a stagione.

Decisivo, in tutto questo, il ruolo di Cristiano Giuntoli, futuro direttore sportivo della Dea, che ha già lavorato con l’allenatore  ai tempi del Napoli e ne conosce perfettamente metodi e filosofia.

L’ultimo nodo da sciogliere prima di Sarri

Musah

Parallelamente, l’Atalanta sta definendo la posizione di Raffaele Palladino, ancora sotto contratto fino al 2027. La società vuole evitare sovrapposizioni formali e preferisce arrivare a una risoluzione consensuale, che permetterebbe al tecnico di non aggiungere un esonero al proprio curriculum e al club di procedere senza intoppi verso il nuovo corso.

È proprio questo passaggio a rallentare l’annuncio ufficiale. Senza la chiusura del rapporto con Palladino, la Dea non può formalizzare l’arrivo di Sarri.

Il “Sarrismo” a Bergamo

L’arrivo di Sarri rappresenterebbe una svolta tattica profonda per l’Atalanta. Dopo anni di difesa a tre e principi gasperiniani, il tecnico toscano porterebbe il suo marchio di fabbrica. Il 4-3-3 codificato, con automatismi e linee di gioco precise, un possesso palla strutturato, triangolazioni rapide e uscita pulita dal basso. Geometrie e dominio territoriale, cardini del cosiddetto Sarrismo.

Il suo calcio propositivo potrebbe valorizzare diversi profili della rosa nerazzurra, soprattutto in un reparto offensivo abituato a muoversi con intensità e verticalità. Si pensi a Koopmeiners, Scamacca o De Ketelaere.

Dal punto di vista del mercato, con Sarri in panchina, l’Atalanta potrebbe intervenire soprattutto a centrocampo, cercando giocatori adatti al palleggio e alla costruzione dal basso, elementi fondamentali per interpretare il suo modello di gioco. L’obiettivo del club resta quello di aprire un nuovo ciclo senza perdere competitività, mantenendo la Dea ai vertici del calcio italiano ed europeo.

Sarri è pronto, quindi, a diventare il nuovo allenatore dell’Atalanta, ma prima servirà completare la separazione con Palladino. Una volta sciolti gli ultimi nodi, la Dea potrà inaugurare ufficialmente un progetto tecnico che promette di cambiare volto alla squadra, puntando su possesso, geometrie e identità tattica forte.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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