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Como, Fabregas: “Siamo una squadra e una società molto giovane, mentre il Milan ha esperienza. Devo migliorare nei post-partita”

Como, Fabregas: “Siamo una squadra e una società molto giovane, mentre il Milan ha esperienza. Devo migliorare nei post-partita”

Cesc Fabregas, tecnico del Como, presenta in conferenza stampa la gara contro il Milan, valida per il recupero della 24° giornata di Serie A, in programma domani sera a San Siro.

Il Como si prepara al big match di San Siro contro il Milan, in programma domani sera. I lariani, reduci nel weekend dalla sconfitta interna contro la Fiorentina, avranno subito l’occasione per rifarsi, e per non perdere l’occasione di rimanere aggrappata alla corsa Champions League. Alla vigilia del match il tecnico dei lombardi Cesc Fabregas ha presentato la gara in conferenza stampa.

Como, le parole di Fabregas

Precedenti con il Milan.

“Giocare bene non vuol dire sempre vincere, altrimenti il calcio verrebbe spiegato in una maniera diversa. Dobbiamo fare le cose giuste, cercare di fare le cose bene Noi siamo una squadra e una società molto giovane, poi il percorso è quello. Non siamo pronti per andare a vincere lo Scudetto. So che abbiamo fatto bene, la classifica, la classifica… però per come conosco il calcio, dove io ad esempio dovevo sempre vincere con la migliore squadra e il miglior allenatore è così. Per noi il percorso non è sempre lineare, ma ti fa crescere. Ti fa vedere le cose da un’altra prospettiva. La strada è lunga e bella. Succeda quel che succeda”. 

Crescita.

“Non siamo stati bravi a concretizzare con Cagliari, Genoa, l’Atalanta… non abbiamo fenomeni o giocatori che fanno la differenza. Alcune volte quello che fai diventa oro, altre no. Il Como vuole sempre proporre, sempre accelerare. Non abbiamo Lamine Yamal o Lewandowski, ma vogliamo crescere. Continuare, che ogni anno ci sia una crescita importante”.

Morata.

“Dipende da cosa vuol dire duro. Parlare dopo una partita e dire una cosa che penso sia naturale, che si vede. La provocazione è nel calcio, chi non può gestire quello… è difficile. Tutti sanno che ci sono questi giocatori che cercano di provocarti, di farti sbagliare. Non ho parlato con lui, ha chiesto anche scusa, ha parlato sui social”.

In passato è stato vicino ad indossare la maglia del Milan?

“C’è stata una volta, nel 2016, quando non giocavo tanto con Conte inizialmente, ho parlato con Gadzidis. Ma quando sono andato via dall’Arsenal era solo Barcellona o niente per me”.

Milan-Como

Cosa ha il Milan in più rispetto a voi?

“Noi in realtà non siamo una big, anche se i numeri dicono che dovremmo stare più in alto. Non abbiamo la stabilità da top club, ma a Como contro il Milan la mia sensazione è che in una partita top il Milan anche soffrendo la nostra forza e partita, loro erano tranquillissimi. Aspettavano il loro momento. Questo solo te lo dà solo l’esperienza. A Modric non frega niente, ha vissuto di tutto. Se togli Sergi Roberto, Morata… noi siamo la squadra di media età più bassa.

Gasperini ha detto in un post-partita che la società deve fargli capire che si volesse una squadra U23 o andare in Champions Noi stiamo allenando una squadra U22 e 23. Stiamo facendo una buona stagione. La Roma ha speso tantissimo per 4 giocatori per fare la Champions, noi no”.

Post-partita dell’andata.

“Quello che si pensa a caldo, le emozioni sono troppo esagerate, non si dicono le cose in maniera lucida. Quanto a me, devo migliorare nel post-partita. Gestire le emozioni”. 

Recuperi.

“Assane e Goldaniga si stanno allenando molto bene con noi. Domani poi tutti a disposizione. Il Milan? Una squadra storica, la partita pericolosa”.

Futuro.

“Valorizziamo quello che succede in squadra. Continuiamo a migliorare. Se un giorno si arriva a livello strutturale, di giocatori, tutti insieme per vincere, io mi prendo la responsabilità per farlo. Ma non è facile vincere. Chi è la più forte in Italia? L’Inter, hanno giocato tanto insieme. È difficile. Il PSG ha vinto la Champions dopo 15 anni. Siamo tranquilli, però con l’obiettivo di provare a vincere sempre”.

Nico Paz in difficoltà.

“La vita del calciatore top è questa. Siete voi che dite che domani andrà al Real Madrid. Anche l’anno scorso lo dicevate, poi non è andato. Se sei speciale e non stai al miglior momento, devi accettare la critica. Tutto passa. Io sono la persona più autocritica, poi se c’è qualcuno peggio di me in bocca al lupo. Io uso l’autocritica esagerata contro di me per domani andare con tantissima forza a riprendermi ed essere migliore del giorno prima. C’è chi invece che pensa di essere migliore e non ha la colpa di niente. Lui deve avere stabilità, ha mentalità forte e grande qualità. fisicamente sta bene, prima della Coppa Italia con la Fiorentina ho parlato con lui, volevo anche lasciarlo qui e non portarlo là per farlo riposare. Ma lui si sente forte, si sente bene. Lui è tranquillo”.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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