ULTIM'ORA

DS Como: “Il futuro di Nico Paz! Fabregas un fenomeno, vogliamo sempre migliorare”

DS Como: “Il futuro di Nico Paz! Fabregas un fenomeno, vogliamo sempre migliorare”

Carlalberto Ludi, direttore sportivo del Como, ha parlato della stagione corrente del club e del futuro di Nico Paz.

Cinque vittorie consecutive in Serie A, quarto posto in classifica e il sogno Champions che sta diventando realtà. Il Como non smette di stupire e avrà 8 giornate da qui alla fine per centrare la prima qualificazione alla coppa dalle grandi orecchie nella sua storia. Il segreto? Più di uno. Il lavoro di Fabregas, la qualità dei giocatori, ma anche una proprietà all’avanaguardia e un DS bravo a scovare talenti e calciatori perfetti per lo stile di gioco dei lariani: Carlalberto Ludi.

Como, le parole del DS Ludi

Nell’intervista concessa a La Provincia di Como, Ludi ha trattato diversi temi. Di seguito le parole del direttore sportivo del club.

Obiettivo quarto posto
Noi siamo ovviamente molto soddisfatti, ma per la qualità del lavoro, più che per la classifica. Quest’ultima è una conseguenza. Se ci spaventa? Direi di no, è frutto di una squadra che ci crede sempre e che è inserita mentalmente del modo di lavorare della società. Si era detto: rosa non molto numerosa, per avere tutta gente dedicata. Potrei dire, tanto per fare un paradosso: nel calcio è addirittura meglio un giocatore fuori ruolo che crede al massimo nel progetto, piuttosto di uno che gioca nel suo ruolo ma che non ci crede. Il coinvolgimento mentale dei giocatori è fondamentale“.

L’approccio in Serie A
Sicuramente c’è un approccio differente. La cultura del lavoro e della volontà di migliorarsi è un tema centrale. Vi faccio un esempio: chi ha un risultato come obiettivo, paradossalmente una volta raggiunto quel risultato potrebbe essere appagato. Non è nella nostra cultura: noi abbiamo l’obiettivo di migliorarci costantemente. Sembra una banalità, ma invece è fondamentale. Se una squadra ha come obiettivo il terzo posto, una volta raggiunto, psicologicamente può anche essere appagata. Noi no, mai. Per questo Fabregas dice che non guarda la classifica. Non è un modo di nascondersi, è la fotografia del suo e del nostro lavoro“.

I prossimi impegni
Abbiamo 8 partite da vivere al massimo. Tutte difficili, a partire da Udine che è una delle più dure. Abbiamo due partitissime con Inter e Napoli dove il pubblico ci darà una mano come con la Roma. Abbiamo la semifinale di Coppa Italia. Ci giocheremo tutto con la nostra filosofia, poi si vedrà. Certo, fa un po’ sorridere che si guardi alla Champions come un obiettivo necessario, e non si noti che abbiamo sette punti più dell’Atalanta. Per dire come ora ci considerino in corsa e non più una sorpresa. Chi dice che il Como non può fare l’Europa è disinformato“.

Le critiche
Quali critiche? Se devo essere onesto, io più che critiche sento i complimenti di addetti ai lavori quando ci incontrano. Il resto sono giochi giornalistici. Noi preferiamo concentrarci sulla fiducia e soddisfazione della nostra gente, l’energia che ci dà vedere quanto ci crede“.

Sul fair play finanziario
Questa società non si è mai fatta prendere in contropiede da nulla, escludo che possa succedere in questo caso. Ci sono delle regole, si troverà la via per rispettarle. I tifosi stiano tranquilli“.

Su Fabregas
Un fenomeno. Ricordo quando, dopo due settimane che lavorava con noi, da allenatore in serie B, molti addetti ai lavori mi telefonavano per chiedermi com’era. E io rispondevo già allora: impressionante. Se confronto quel Fabregas a quello di oggi, c’è un abisso, per come ha saputo migliorarsi, e come ancora oggi continua a spingere sull’acceleratore, a curare i dettagli. Paura che se ne vada? Non mi piace parlare di un futuro difficile da controllare. Posso solo dire che Cesc il presidente e io siamo completamente allineati, e lui ci gratifica ogni giorno per questo metodo. Dunque siamo tranquilli. Quando se ne andrà dovremo aver lavorato così bene da poter contare su un sistema Como al quale Cesc ha dato un grande impulso. Tanto è vero che il presidente ha detto che sarà il mister a scegliere il prossimo allenatore“.

Su Nico Paz
Andrà via? Non lo so, lo sapremo a giugno. Quello che so, è che non è un gol alla Mauritania a cambiare le strategie e le valutazioni. Capisco l’emotività per un gol nell’Argentina, ma credo che valgano di più le sue prestazioni in Italia. Detto questo, abbiamo un ottimo rapporto con il Real Madrid con l’entourage del giocatore, sceglieremo tutti per il bene di Nico. Calo? Il calo lo ha visto solo chi ha aumentato le aspettative nei suoi confronti. Ma lui gioca sempre così, potenzialmente decisivo a ogni partita“.

La cessione dei big
Non abbiamo mai chiuso a priori le porte alle offerte per i nostri giocatori, offerte che sono arrivate e che abbiamo reputato non soddisfacenti. Cosa succederà la prossima estate non lo posso sapere, la cosa fondamentale da dire è che anche se dovessimo sacrificare un elemento, verrà fatto solo ed esclusivamente nell’ottica di migliorare e rendere la squadra più forte“.

Su Douvikas
Ha una determinazione e una cultura del lavoro pazzeschi. Una volontà di ferro. Visto che quasi non esulta al gol? Pensa già a quello successivo. E’ di granito“.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

296 articoli