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Fabio Grosso si presenta. A Firenze visione, lavoro e una città da riportare in alto

Fabio Grosso si presenta. A Firenze visione, lavoro e una città da riportare in alto

Oggi, al Viola Park, Fabio Grosso ha vissuto la sua prima giornata da allenatore della Fiorentina. Esattamente vent’anni dopo quel rigore di Berlino che consegnò all’Italia la quarta Coppa del Mondo, il nuovo tecnico viola ha parlato alla stampa con lucidità, emozione e una visione molto chiara del futuro.

Le parole di Grosso e l’ammirazione per la Fiorentina

Fiorentina

Grosso ha aperto la conferenza con parole che hanno subito colpito per intensità “La Fiorentina è un club storico e allenarla è motivo di orgoglio”. Un concetto ribadito più volte. Accanto all’orgoglio, la consapevolezza delle responsabilità “Sono contentissimo di questa opportunità, conosco le responsabilità e spero di costruire qualcosa di bello”. Un messaggio che ha trovato piena sintonia con le parole del direttore generale Ferrari, che ha definito la scelta di Grosso “la prima e unica” vagliata dalla società.

Nonostante la lucidità dimostrata nell’ammettere che la Fiorentina non abbia avuto una stagione particolarmente brillante, soprattutto all’inizio, lo scorso anno, Grosso non ha nascosto l’ambizione “A Firenze un trofeo manca da 25 anni: è un sogno di tutti”. Ma ha subito aggiunto un principio che sembra essere la sua linea guida da allenatore “Serviranno i fatti, più che le parole”. L’obiettivo è quello di rendere la Fiorentina una squadra protagonista del campionato, costruendo un percorso solido e duraturo.

Sul piano tecnico, Grosso è stato diretto “L’idea chiara è quella di affidarsi al 4-3-3”. Un modulo che rappresenta per lui un punto di partenza, e aggiunge “Poi ci sono caratteristiche o situazioni che possono portare a cambiamenti”. L’obiettivo è mettere in campo una squadra con qualità e coraggio offensivo.

Atta, Viery, Dragusin: i nuovi volti della Fiorentina di Grosso

La conferenza è stata anche l’occasione per parlare dei nuovi arrivi. Grosso ha sorriso ricordando il messaggio inviato a Paratici quando fu informato della trattativa con Atta, “ma siamo sicuri?”, prima di complimentarsi apertamente “Per me è un giocatore molto forte con grande potenziale. Lo immagino mezz’ala sinistra”.

Su Viery aggiunge “Ragazzo giovane con tanto potenziale, lo voglio conoscere e scoprire”.

E, infine, DragusinLo conosciamo meglio, arriva da un top club ed è un acquisto importante”.

Tre profili diversi, accomunati dallo spirito di crescita della Fiorentina e di Grosso.

Ha dedicato spazio anche ai giocatori già presenti o vicini alla squadra. Moise Kean, che lui stesso lanciò in Primavera alla Juventus “Ha bruciato le tappe, ha doti fisiche e tecniche. Non vedo l’ora di riparlarci: per me è un giocatore importante di questa squadra”; e Gudmundsson, per cui si è espresso con una valutazione più articolata, “Ha dimostrato qualità… ma non è un esterno, né una punta. Mezz’ala? Non lo immagino in quel ruolo, specialmente dopo l’acquisto di Atta”. Un giudizio che lascia spazio alla possibilità di adattamenti futuri, aggiungendo “Allenandolo magari capisco come esaltare i pregi e nascondere i difetti”.

Firenze, la passione e il peso dell’ambizione

Grosso ha mostrato grande sensibilità verso l’ambiente viola “Qui la passione è grandissima, Firenze è una città conosciuta nel mondo… sento tanta voglia di mettermi al lavoro per costruire qualcosa di grande”. Un contesto che definisce “favoloso e pretenzioso”, nel quale vuole portare meritocrazia, coerenza e coinvolgimento. La società, con Paratici in prima linea, sta lavorando per consegnargli una rosa competitiva. Ma Grosso ha chiarito che la responsabilità finale sarà sua.

La Fiorentina riparte con un allenatore che conosce il peso della storia, ma guarda avanti con idee chiare e una fiamma ancora accesa.

Il campo dirà quanto questa visione diventerà realtà. Ma oggi, a Firenze, è iniziato il nuovo ciclo di Fabio Grosso

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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