Per l’Hellas Verona la retrocessione è stato un duro colpo, in queste ore sono in corso riflessioni per la nomina del nuovo allenatore. Sarà stravolgimento?
I gialloblu non sono riusciti a mantenere la categoria per l’ottava stagione consecutiva e dovranno dunque ripartire dalla Serie B, col club che però non ha ancora sciolto le riserve su DS e allenatore.
Hellas Verona, approccio conservativo o cambiamento radicale?
Per il club scaligero il momento è tutt altro che semplice, ripartire da una categoria inferiore mette di fronte diverse problematiche sia di carattere economico che sportivo. Inoltre l’agguerrita concorrenza che caratterizzerà la prossima stagione rischia di danneggiare i piani sul mercato. Il punto di partenza più importante (dopo la dirigenza) dunque è la guida tecnica, che ultimamente dalle parti dell’Arena ha visto molti alti e bassi.
Dalla gestione Juric a quella di Tudor, passando per Cioffi, Zaffaroni e Bocchetti, Baroni e infine Zanetti. Tutti coloro che si sono succeduti sulla panchina dell’Hellas, durante l’ultima lunga permanenza in massima serie (dal 2019 al 2026), hanno proposto un’idea di calcio propria che, unita alla rosa messa a disposizione, ha dato risultati alla fine quasi sempre positivi.
L’ultima stagione ha evidenziato decisamente troppe lacune, soprattutto dal punto di vista offensivo, dettate probabilmente sia dalla scarsa lucidità sotto porta sia dalla difficoltà in fase di costruzione vista anche la mancanza di un centravanti vero che potesse affiancare la qualità, prima di Giovane (fino a gennaio) e poi di Orban e Sarr (fino alla fine) per poter incidere in zona gol.
Prendendo come esempio l’Hellas Verona di Marco Baroni, durante la stagione 2023/2024 il numero di reti segnate ha toccato quota 38 mentre in tutta la stagione appena conclusa il dato si attesta su appena 25. Una differenza abissale che potrebbe trovare una spiegazione nello schieramento, infatti l’ex tecnico poi passato alla Lazio adottava prettamente il 4-2-3-1.
Un’organizzazione tattica come quella ha permesso ai gialloblu di svoltare la stagione nel momento più critico e ribaltare i pronostici, generando poi diverse plusvalenze attraverso le cessioni dei calciatori che l’hanno interpretata al meglio. Nelle altre annate invece lo schieramento così detto “a tre” ha sempre portato l’Hellas a soffrire maggiormente in fase difensiva (oltre 120 gol incassati nelle ultime due annate contro i 51 della gestione Baroni ad esempio) e creare poco in quella offensiva.
Per questo motivo il club potrebbe optare per un cambiamento radicale dal punto di vista tattico per puntare direttamente alla promozione, tuttavia i nomi dei tecnici usciti nelle ultime ore (D’Aversa e Gilardino su tutti) sottintendono una probabile volontà di mantenere l’idea di gioco offerta negli ultimi anni, forse però con un mercato di livello per la categoria.
