Verona, conferenza stampa di Italo Zanzi: il presidente esecutivo parla dalla sede gialloblù e risponde ai giornalisti sul presente e il futuro del club.
Oggi, direttamente dalla sede del club gialloblù, in via Olanda 11 a Verona, il Presidente Esecutivo Italo Zanzi si è presentato davanti ai giornalisti per prendere parte alla conferenza stampa convocata dal club.
Un appuntamento atteso, nel quale Zanzi ha risposto alle domande dei presenti in sala stampa, chiarendo diversi aspetti legati al momento della società e alle prospettive future.
Se la società non reinveste c’è qualche problema, anche se c’era un buco pregresso di 40 milioni di euro. Com’è la salute della società? Perché Presidio non ha investito preventivamente per evitare la retrocessione?
“Non è vero che non abbiamo reinvestito, al contrario, nel mercato estivo e invernale abbiamo investito 35 milioni di euro. Nel calcio come sapete non è sempre la cifra ad essere determinante. Il progetto è sempre basato sulle decisioni responsabili da prendere, non dipende dalla classifica, con massima fiducia nel direttore sportivo. Ora siamo in una situazione di classifica difficile, ma nessuno sta alzando bandiera bianca. Non è che siamo già retrocessi”.
Non avete mai parlato dei problemi economici pregressi. Perché però questi soldi incassati dai vari Coppola, Giovane eccetera non sono stati reinvestiti adeguatamente?
“Ogni euro che noi prendiamo, anche dal mercato, è reinvestito nel club. Non è uscito un euro. Poi noi lo vediamo come un progetto a lungo termine. Noi riteniamo che la nostra responsabilità principale sia che il Verona abbia una vita lunga, non farci prendere dal panico e iniziare a spendere in una forma che a lungo termine può fare anche più danni che benefici”.
Ha parlato di progetto a lungo termine. Siete pronti in caso di retrocessione?
“Prima di tutto oggi pensiamo a salvarci. Se dovesse accadere altro saremo pronti a lottare subito per tornare in Serie A. Ma non pensiamo a questa cosa. Questo progetto è a lungo termine. Noi quando siamo arrivati non abbiamo detto che sarebbe stato sicuro rimanere in
Serie A, ma che era un obiettivo, poi c’è anche il campo, dove ci può essere un autogol, per esempio. Nel calcio non c’è una scienza esatta, ma rimaniamo molto fiduciosi sul nostro progetto a lungo termine ed anche a lungo termine”.
sono stati degli errori? Quali sentite di aver fatto?
“Non penso che alcuna persona nel mondo non faccia errori. Però la volontà c’è sempre stata, abbiamo sempre messo tutto e continuiamo a farlo. A livello tecnico, abbiamo avuto anche tanti infortuni e sfortuna. Errori a livello di progetto quindi no. Guardando indietro a posteriori è sempre facile dire: ‘Se giocava uno o giocava l’altro, sarebbe andata diversamente’. Noi guardiamo avanti sempre”.
Perché non si è intervenuti prima come gli acquisti, serviva per forza cedere prima Giovane?
“Non era prevista questa situazione. Quando è arrivata penso che tutti l’avrebbero fatta. Un giocatore che è arrivato qua, ha fatto bene, un ragazzo fantastico che ha avuto una opportunità. Sapete meglio di me che comprare a gennaio non è facile. Prima tutti aspettano, è un mercato complicato. In estate nessuno sta giocando le partite. Abbiamo anche provato a fare cose prima. Dipende però anche dalla controparte, proprietaria dei giocatori.
Dobbiamo essere anche consapevoli che ci servono giocatori che vogliano giocatori che possano rimanere qua. In questo momento abbiamo bisogno di giocatori con caratteristiche specifiche, con voglia di lottare. Non è stato facilissimo per questo”.
Lei è preoccupato?
“Sarei scemo a non essere preoccupato dalla classifica. Ma non sono assolutamente preoccupato dal progetto. Ora pensiamo alla partita di venerdi. Poi è giusto essere frustrati per i risultati”.
Perché il Verona deve sempre vendere i propri migliori giocatori o anche Cisse che non ha ancora indossato la maglia del Verona?
“Non è che dobbiamo vendere ogni giocatore, è sempre legato alle opportunità ed anche alla volontà del giocatore. Che deve voler restare dov’è quando arrivano offerte importanti, non è solo la società che decide. Noi vogliamo sempre far crescere i giocatori. Noi non siamo costretti a vendere tutti, ma la realtà è che anche i giocatori meritano opportunità. Abbiamo detto no a tanti trasferimenti, queste cose magari non si riportano o non escono. Abbiamo rifiutato 5-6 offerte, anche di più”.
Come società avete speso una buona cifra. Ma è ancora convinto che Sogliano sia il miglior direttore sportivo in Italia e non solo?
“Assolutamente”.
Quindi siete convinti delle cifre spese per un attaccante scozzese e un difensore delle Isole Far Oer, quindi scommesse?
“Dipende da cosa intende per scommessa. lo direi che è una scommessa spendere di più per un giocatore che voi conoscete, ma che magari non farà meglio. O che magari non hanno voglia di lottare. Ci fidiamo di Sogliano. Non è che cerchiamo giocatori che non valgono molto, al contrario. Ma formule che abbiano senso”.
Cos’è successo con Kouame con la Fiorentina? La rosa è all’altezza per salvarsi?
“Abbiamo visto un’opportunità per rinforzare la squadra, interessante. Alla fine non si è potuta fare non per volontà nostra, alla fine è mancato qualche documento dall’altra parte, ma non la vediamo come una cosa che fosse fondamentale per rimanere in Serie A”.
