Per l’Hellas Verona non è stata una stagione facile, a partire dai risultati passando per mercato fino all’ultima news che riguarda il presidente della FIGC.
I gialloblu, attualmente traghettati da Paolo Sammarco, sono in caduta libera verso la cadetteria e i tifosi hanno già iniziato ad accettare il destino. La società però si è fatta sentire anche in merito alla nomina del nuovo presidente della Federazione dopo le dimissioni di Gravina.
Hellas Verona, verso il Milan tra polemiche e voglia di lasciare un segno
La sconfitta di Torino è la 20esima su 32 partite e da mesi ormai l’epilogo è segnato, tra episodi sfortunati e atteggiamenti completamente sbagliati, con Montipò e compagni che vogliono però onorare questo finale di stagione. Le ultime 6 partite vedranno l’Hellas affrontare in ordine Milan, Juventus, Inter e Roma, con in mezzo gli scontri con Lecce e Como, in un calendario che pare essere più un funerale celebrativo che altro.
L’obiettivo dei gialloblu potrebbe essere quello di quantomeno provare a infastidire le big e lasciare un segno nella massima serie, e dare vita a determinate ripercussioni sulla prossima stagione, prima di abbandonare dopo 7 stagioni consecutive. Nell’ultimo mese le prestazioni hanno lasciato comunque del positivo nonostante il risultato, mettendo in mostra alcuni dei giocatori dai quali la società potrebbe ripartire in Serie B.
Da Bowie a Edmundsson, da Bernede ad Akpa Akpro fino ai punti di domanda su Montipò e Orban. La cessione di Giovane a gennaio ha inevitabilmente indebolito il reparto offensivo scaligero, che a oggi (dopo 32 giornate) ha segnato 23 gol, secondo peggior attacco sopra solo al Lecce, segnale che qualcosa fin da subito non ha funzionato. L’addio di Zanetti e il rifiuto di D’Aversa inoltre sono risultati decisivi in un momento cruciale della stagione, condannando l’Hellas alla retrocessione.
A tutto ciò infine si aggiunge il voto contrario, insieme alla Lazio, alla candidatura di Giovanni Malagò come nuovo presidente della FIGC, sostenendo che questo cambiamento dovrebbe arrivare in testa a una serie di altrettanti importanti interventi per rifondare e ricostruire il calcio italiano, gravemente ferito dalla terza qualificazione consecutiva a un mondiale mancata.
