Milan – Il digiuno dell’americano e il crollo dei numeri offensivi mettono in crisi i rossoneri: Allegri chiamato a trovare soluzioni
Il Milan attraversa una delle fasi più complicate della stagione, con un attacco improvvisamente sterile e un caso che scuote l’ambiente: quello di Pulisic. Dopo un avvio brillante, l’americano è fermo da sedici partite senza segnare, un digiuno che riaccende dubbi già emersi durante la sua esperienza al Chelsea.
Dietro il calo non ci sono solo numeri, ma anche una fragilità mentale evidente. Il giocatore appare meno incisivo e più condizionato dalla pressione, come confermato anche dal mister Allegri, che lo ha definito “molto sensibile”. A complicare la situazione contribuiscono problemi tattici: nel sistema attuale, Pulisic fatica a trovare spazio e riferimenti, soprattutto senza una vera prima punta al suo fianco.
Milan: l’intesa che manca in attacco
Anche l’intesa con Leão non convince. I due tendono a pestarsi i piedi, occupando le stesse zone di campo e rendendo l’attacco prevedibile e poco efficace.

Il problema, però, è collettivo. I numeri del girone di ritorno parlano chiaro: la media gol è crollata drasticamente e la produzione offensiva si è ridotta sia in termini di conclusioni che di realizzazione. Gli attaccanti incidono poco e le reti arrivano sempre più spesso da centrocampisti, segnale di un reparto avanzato in difficoltà strutturale.
Le scelte tattiche hanno inciso in modo determinante. Il passaggio a un sistema senza centravanti di riferimento ha tolto profondità e presenza in area, penalizzando giocatori come Pulisic e lo stesso Leão. In passato, con profili più strutturati, l’equilibrio offensivo appariva più solido.
Nel breve termine, il Milan deve comunque centrare gli obiettivi stagionali, ma è evidente che servirà una riflessione profonda. Il rendimento offensivo, così com’è, non è sostenibile: l’estate potrebbe portare cambiamenti importanti, sia negli interpreti sia nell’assetto tattico.
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