Gasperini-Roma già al bivio: risultati deludenti, 15 sconfitte stagionali e tensioni con i Friedkin. Champions a rischio e futuro in bilico.
Partito come un ciclo, ma a distanza di sette mesi rischia già di essere ai titoli di coda. Questo, fino a oggi, è il breve riassunto degli umori attorno all’operato di Gianpiero Gasperini. Un allenatore capace di costruire una vera e propria egemonia a Bergamo, restando alla guida dell’Atalanta per nove stagioni consecutive e segnando in modo indelebile un decennio di calcio italiano. Un’eredità che si percepisce ancora oggi, a distanza di un anno, e specialmente ora dopo la sconfitta di sabato, che avvicina proprio la Dea, distante a sette gare al termine di un solo punto dai giallorossi in campionato.
Se per una buona parte della stagione, nella capitale, non era sembrata un’eresia — anzi, forse persino legittimo — l’idea di poter lottare per lo scudetto, oggi la realtà racconta tutt’altra storia. La squadra si risveglia dopo il lungo weekend pasquale con un problema del tutto inatteso, che vede la corsa alla Champions League seriamente a rischio di essere già compromessa.
Roma, la posizione dei Friedkin
Una Coppa Italia vissuta, ancora una volta, come uno sforzo aggiuntivo e improduttivo, e una eliminazione in Europa League estremamente dolorosa contro il Bologna. Sono apparsi inevitabilmente come due risultati negativi che, oltre ad aver alimentato il malumore attorno alla capitale, hanno prodotto un dato concreto e pesante da 15 sconfitte complessive in stagione. Proprio questo numero, secondo quanto riportato questa mattina dalla Gazzetta dello Sport, sarebbe alla base delle valutazioni in corso da parte della famiglia Friedkin sull’operato di Gasperini.
Accanto alla questione dei risultati, sempre secondo la rosea, emerge un ulteriore nodo critico: le dichiarazioni dell’allenatore sul “nucleo da quinto-sesto posto” dei giallorossi, che non sarebbero state particolarmente gradite dalla proprietà. Parole che, invece di ricompattare l’ambiente, sembrano aver contribuito ad accentuare la distanza. Non appare dunque esserci una reale sintonia tra Gasperini e i proprietari della Roma.
