La Triestina lotta contro se stessa per cercare ancora di sperare per la salvezza, ma solo la matematica la tiene viva, ma serve un passo da promozione.
La Triestina lotta contro tutto e tutti per ancora sperare in una quasi impossibile salvezza: gli alabardati ancora dalla matematica non sono condannati, ma serve in queste ultime giornate un passo da promozione, con un ritmo davvero impossibile per la squadra di Marino.

Triestina, solo la matematica non condanna gli alabardati alla Serie D: serve un passo da promozione per salvarsi, impresa quasi impossibile
Questo campionato di Serie C per la Triestina passerà come il più complesso della storia ultracentenaria della società alabardata, tra penalizzazioni in classifica, squadre assemblate all’ultimo momento, cambi di proprietà dubbi, esoneri con tecnico che il giorno dopo dirige l’allenamento, stadio praticamente deserto e chi più ne ha ne metta. Ora mancano 11 giornate alla fine, servono almeno 12 punti cioè 4 vittorie, una media da promozione che per la squadra giuliana è impresa quasi impossibile.
Ritornata nelle mani di Giuseppe Marino, forse se non andava via ancora qualche speranza c’era, visto che nella prima parte dove il tecnico giuliano ha guidato la squadra, stava facendo davvero molto bene tanto che si era meritato i titoli dei maggiori quotidiani.
Poi, complice il cambio di proprietà ed il ritorno di Tesser in panchina, Marino è stato allontanato e poi gli alabardati con Tesser hanno cominciato sprofondare sempre più, sino dover far ritornare Marino in panchina. Ma chiaramente la situazione non è la stessa, sia dal punto di vista tecnico ( i pezzi grossi sono andati altrove a gennaio) sia dal punto di vista ambientale ( la tifoseria assolutamente contrariata da quello che sta succedendo a livello societario).
Insomma, serve una media da promozione per un eventuale salvezza, ma con quello che abbia elencato gli alabardati ci riuscirebbero? La risposta purtroppo non può essere positiva, però Marino è un combattente, lo ha dimostrato fare di tutto sin quando la matematica non condanni, come fece lo scorso anno in Serie B con il Cosenza un certo Massimiliano Alvini.