Il Tottenham è sempre più immischiato nella lotta per non retrocedere. La sconfitta contro il Crystal Palace porta gli Spurs ad un solo punto dalla zona retrocessione.
Fa notizia e come la rovinosa caduta del Tottenham in Premier League. Il club del nord di Londra, una delle Big 6 del calcio inglese e detentrice in carica dell’Europa League rischia di retrocedere nella 2° divisione, in Championship, per la prima volta dal 1977. Gli Spurs, al momento 16° in classifica, si trovano appena un punto sopra al West Ham terzultimo. Situazione difficile, resa ancor più complicata dal periodo estremamente negativo della squadra, quasi peggiorato con l’arrivo di Igor Tudor in panchina.
Del resto i numeri del 2026 del Tottenham nel campionato inglese sono orribili: 0 vittorie nelle ultime 11 gare di campionato (record negativo nella storia del club), appena 4 punti conquistati dall’inizio dell’anno nuovo, e una striscia aperta di 5 sconfitte consecutive in Premier League. Una crisi profonda, accentuata dalle molte assenze causa infortuni avuti durante la stagione. Tutto questo in un anno già terribile per i tifosi degli Spurs, in cui gli acerrimi rivali dell’Arsenal si trovano in testa alla classifica, e viaggiano spediti verso la conquista del titolo.
La retrocessione del Tottenham sarebbe un vero e proprio dramma sportivo, ma la questione non finirebbe qui: retrocedere farebbe correre un rischio enorme per le casse del club.
Tottenham, la retrocessione rischia di far perdere oltre 300 milioni

Il Tottenham, grazie ai ricavi generati dalla Premier League, si colloca tra i migliori 10 club d’Europa per incassi totali, al 9° posto in questa classifica, per un totale di 690 milioni di sterline di incassi. Entrate che subirebbero un duro colpo in caso di retrocessione. Innanzitutto in caso di Championship andrebbe ridimensionato il costo dei biglietti dello stadio: al momento il club del nord di Londra ha incassato oltre 130 milioni dalla vendita dei biglietti, il quinto risultato più alto in tutto il continente. Prezzi irripetibili nella seconda divisone inglese, dove l’appeal dei match è evidentemente minore.
Anche l’alto monte ingaggio della rosa, porta ad aumentare il rischio, seppur siano previste in molti contratti clausole di riduzione del 50% degli stipendi in caso di retrocessione.
Ma la vera tragedia riguarda i ricavi televisivi. La Premier League è ormai da anni il campionato più seguito al mondo, e tale fascino giova alle finanze dei club inglesi, grazie agli accordi nazionali e internazionali con i broadcaster. Perderli comporterebbe un drastico aumento delle entrate per il Tottenham, visto che già nella prossima stagione, almeno di un clamoroso percorso nell’attuale Champions League, gli Spurs dovranno fare a meno di quelli della UEFA.
Secondo una stima condotta da un esperto di finanza della Premier League di BBC Sports, il Tottenham potrebbe bruciare oltre 300 milioni di sterline con la retrocessione.