L’ex dirigente di Roma e Bologna, Walter Sabatini, ha rilasciato un’intervista al Corriere di Bologna a poche ore dal ritorno degli ottavi di finale di Europa League tra giallorossi e rossoblù.

Roma-Bologna, ecco le parole del doppio ex Walter Sabatini
Walter Sabatini, oggi c’è Roma-Bologna.
«Odio questa partita».
Come Bruno Martino che cantava e odiava l’estate.
«Bellissimo pezzo. Sì, la odio perché una delle due si fermerà. Comunque, come dicono i sensibili, “la cosa importante non è l’obiettivo ma il percorso”».
Sì, ma se poi non passi il turno arrivano le critiche.
«Sia il Bologna chela Roma hanno intrapreso un bel percorso, bravi tutti».
Lei quando venne a Bologna pensava a questo.
«Lo pensavo fortemente. Tappa importante Bologna, sono molto rammaricato per come è andata. La città ti accoglie, mi è molto piaciuta l’osmosi fra il pubblico e la squadra, si coglieva la stima reciproca».
Secondo Italiano è favorita la Roma, dice 51% a 49.
«L’Olimpico è l’Olimpico, ma tutto questo fattore campo non lo vedo. C’è un clima di gaudio, i tifosi apprezzano squadra e tecnico, ma sono scettici».
Troppe sconfitte? Eppure è in corsa su due fronti.
«Ha fatto bene, ma non è stata un rullo compressore, ora i problemi davanti sono stati risolti con Malen».
Decisivo all’andata. Come ha visto quell’1-1?
«Squadre contratte, timide, non una grande partita, alla fine erano contente tutte e due, entrambe in corsa. Questo match è speciale, può tenere aperta la porta per la Champions, mica secondario. I giocatori vorranno lasciare il segno».
Calcio molto fisico, l’arbitro tedesco ha fischiato pochissimo.
«Mi è piaciuto, questo deve essere il calcio, serve il coraggio di lasciar correre. Non giocare sui bizantinismi che deprimono lo spettacolo. I simulatori poi… questione culturale, i tifosi inglesi ti fischiano se simuli. Non sopporto chi si mette le mani in faccia».
Gli allenatori potrebbero educare.
«Una punizione, un’interruzione sono una scorciatoia anche per loro: sono gli equivoci del calcio».
Arbitra il romeno Kovacs.
«Bene, con i nostri arbitri ci sono conflitti e tensioni che si trascinano, durano mesi».
Un voto ai due allenatori.
«Entrambi 8 ma per motivi diversi. Gasperini subito competitivo, Italiano è entrato in un Bologna molto particolare, una squadra celebrata, ha accantonato alcune sue idee di calcio, le ha rimodellate… a un certo momento ho pensato che il Bologna fosse imbattibile, vedevo meccanismi pazzeschi…».
E poi?
«Le coppe affaticano, sono state spese molte energie mentali. Ci sono club con la storia che le spinge avanti, il Bologna stava facendo la sua storia».
Chi sta meglio delle due squadre?
«Tutte e due hanno avuto un calo, mi pare si stia riprendendo più il Bologna».
Tutte e due propositive.
«Non amo molto l’uno contro uno, è un grosso rischio: se incontri chi ha molta qualità, vai in sofferenza».
Anni fa disse che Orsolini valeva 70 milioni. Ora c’è Bernardeschi e Orso soffre.
«Con Berna scommessa difficile e vinta. Bravo tecnicamente, gioca con euforia, mi esalta. Mi rammarico invece per Riccardo. Vedevo il giocatore che immaginavo potesse diventare, una cosa rara nel calcio. Questa flessione è psichica, non fa le stesse cose col coraggio di prima, e ci sta. Riccardo però è una garanzia: un ragazzo eccezionale, uno che risolve i problemi con il suo calcio, ora i compagni devono aiutarlo, devono fagli capire che lui è… Orso!».
Pronostico?
«No. Sarà una partita emozionante, oggi tutte le altre sono di contorno».