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Bosnia-Italia proclama Dzeko nell’Olimpo

Bosnia-Italia proclama Dzeko nell’Olimpo

Nella notte più buia per l’Italia, brilla ancora una volta il talento eterno di Edin Dzeko. L’attaccante, a 40 anni compiuti, trascina la sua Bosnia ad un traguardo storico.

Come si può nello sport scrivere a 40 anni la più bella pagina della propria carriera? Chiedere a Edin Dzeko. In una delle serate più tragiche mai vissute dall’Italia calcistica, l’altro lato della medaglia, che merita di essere raccontata, c’è la regala il Cigno di Sarajevo. Il centravanti ex Roma, Inter e Fiorentina, dopo una carriera da oltre 450 gol e titoli conquistati, è stato ancora capace di trascinare i suoi alla più grande impresa calcistica della giovane storia della Bosnia. A pochi mesi dalla conclusione della sua infelice e breve parentesi in maglia viola, Dzeko si è preso la sua “rivincita”, su chi non lo considerasse più all’altezza di determinati palcoscenici.

Lo zampino del classe 1986 non c’è solo nel gol che ha tenuto vive le speranze Mondiali della Bosnia nei minuti finale contro il Galles, ma anche e soprattutto nei 120′ passati a lottare con la difesa azzurra, incoraggiando i giovani compagni verso la vittoria, e finendo col rimetterci anche la spalla nell’ultima azione della partita, impedendogli di prendere parte alla lotteria dei rigori.

Nel mezzo l’attaccante bosniaco si è preso anche la briga morale di invitare il proprio pubblico ad applaudire l’inno italiano, smussando i toni della partita piuttosto che divamparli, da vero uomo di sport. Chissà, magari dall’alto della propria esperienza poteva immaginarsi che il karma avrebbe punito quell’esultanza molto italiana post eliminazione del Galles.

Bosnia-Italia, dare merito ai vincitori

Bosnia Dzeko
EDIN DZEKO E NICOLO’ BARELLA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Una vittoria meritata da parte della nazionale balcanica, giocata con la tranquillità di chi non ha niente da perdere, ma anche con la tenacia e la convinzione di poter scrivere una bellissima pagina di sport del proprio paese. Come nel 2014, Dzeko ha guidato un paese giovane e segnato dalla guerra, di appena 3,5 milioni di persone, a prendere parte con merito al più importante evento calcistico internazionale, e avendo la meglio su una nazione che è stata per 4 volte sul tetto del Mondo.

Oggi, oltre a evidenziare tutto quello che è andato storto lato Italia, e anche giusto celebrare quanto fatto dalla Bosnia, e dal suo leader indiscusso, Edin Dzeko. Per chi ama il calcio, in ogni sua sfaccettatura, è stato bello vedere gioire un Campione del genere nel finale della propria carriera con la spalla fasciata.

 

 

 

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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