Cristian Chivu, allenatore dell’Inter, ha parlato al termine della partita pareggiata 2-2 contro il Torino.
Si interrompe la serie di 4 vittorie consecutive tra campionato e Coppa Italia per l’Inter: i nerazzurri vanno avanti di 2 in casa del Torino grazie a Thuram e Bisseck, ma si fanno raggiungere dai gol di Simeone e Vlasic su rigore. A 4 giornate dalla fine, il vantaggio sul secondo posto è ancora rassicurante: 10 punti. La reazione dei granata si rivela utile anche per la classifica, perché con 41 punti la squadra è aritmeticamente salva con 4 turni d’anticipo.
Torino-Inter 2-2: le parole di Chivu
Al termine della partita, Cristian Chivu ha parlato a DAZN e Sky. Di seguito le parole del tecnico dell’Inter.
Sulla partita
“Diamo merito al Torino perché ci ha creduto, hanno trovato energie dopo il 2-0, ci hanno messo in difficoltà dopo il 2-1. Sembrava tutto sotto controllo, avanti 2-0 doveva darci serenità. Il 2-1 l’abbiamo subito dal punto di vista mentale, loro hanno messo più anima ed energia, spesso queste partite si possono anche perdere. Mi prendo la bravura dei miei di rimanere in partita, è merito del Torino dopo il 2-0, i cambiamenti ci hanno messo in difficoltà anche con le energie“.
L’inchiesta su Rocchi
“Faccio il tecnico, devo preparare la squadra per una partita di Serie A. Con D’Aversa il Torino è cresciuto molto, abbiamo cercato di superare le difficoltà fisiche, gli acciacchi di alcuni giocatori. I giocatori che hanno giocato hanno fatto il loro meglio e mi prendo questo, dovevamo fare 4 punti in 5 partite, ne mancano 3 da fare in 4 partite. Se qualcuno pensa sia semplice portare a casa risultati sulla carta forse è facile ma gestire le emozioni e l’avvicinamento agli obiettivi non è semplice, spesso abbiamo rischiato di perdere scudetti anche quando giocavo, non vuol dire che non siamo sereni, vogliamo portare a casa l’obiettivo il prima possibile“.
Contro il Parma il primo match point per lo Scudetto. Emozioni?
“Zero, sono concentrato sul mio lavoro e sul mio dovere. Non penso alle emozioni, devo preparare la partita al meglio, dare la giusta motivazione, è il nostro sogno, l’abbiamo iniziato 9 mesi fa, il duro lavoro fatto, le cose lasciate alle spalle. Penso a portare a casa uno degli obiettivi stabiliti ad inizio anno, devo trasmettere serenità e ambizione ma anche la voglia e la fame di avere l’atteggiamento corretto, il resto conta poco“.
Sul rigore concesso al Torino
“Mi mancavano gli occhiali, non vedevo il monitor. Non parlo di arbitri, non l’ho fatto per tutto l’anno, sto pensando a come mai dopo il 2-0 siamo andati in difficoltà, è merito del Toro e di quello che hanno cercato di fare“.
Qualche rimpianto?
“C’è rammarico, avevamo la partita in mano e abbiamo subito l’assalto finale loro: il primo gol ci ha spaventato e il secondo è la conseguenza. Abbiamo cercato di reagire e fare il 3-2, queste partite rischi anche di perderle: diamo merito a loro perché non hanno mai mollato e ci hanno creduto fino in fondo“.
Ancora sul caso Rocchi
“Io parlo di calcio, sono un tecnico e sono pagato per preparare al meglio le partite e trasmettere serenità e motivazioni: sembra che sul 2-0 non abbia fatto bene il mio lavoro e mi prendo le responsabilità. Cambia poco, abbiamo bisogno di tre punti e vogliamo chiudere al più presto“.
Le scelte di formazione
“Calhanoglu non stava bene e Dumfries non sta ancora bene. Per Lautaro è ancora lunga, pensavo di far fare qualche minuto a Bastoni nel secondo tempo perché ha fatto tre allenamenti con noi. Non è mai semplice andare in certi campi in un certo periodo della stagione dopo che hai speso tanto: sul 2-0 pensi che sia tutto facile, avevi tutto sotto controllo. Poi subisci il 2-1 per un errore in uscita e arrivano i fantasmi e il braccetto, inizi a pensare che non sarà facile, poi arrivano episodi che sono a sfavore. E la rimonta per me poteva finire anche peggio“.
La stagione dell’Inter
“Ci sono stato anch’io in qualche spogliatoio: capisco cosa si pensa, come i giocatori vivono il contesto Inter. Bisogna abbracciarli unb po’ di più e raccontare la verità e avere coerenza senza arretrare del proprio pensiero: poi tu ci provi da allenatore e devi avere una risposta da un gruppo che deve crederci e sono stato fortunato perché i ragazzi si sono calati subito in quello che dovevano fare nel trovare l’orgoglio e nell’essere competitivi. Abbiamo fatto una stagione importante vincendo 25 volte, facendo 100 e passa gol: non era semplice ma è tutto merito loro. Io cerco sempre di dare qualcosina e sono stati bravi ad assorbire tutto“.