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Guillermo Ochoa, dopo il sesto Mondiale arriverà l’addio al calcio

Guillermo Ochoa, dopo il sesto Mondiale arriverà l’addio al calcio

Guillermo Ochoa ha deciso che il Mondiale di quest’estate sarà il suo ultimo. Poi, a 40 anni compiuti, uno dei portieri più iconici degli ultimi vent’anni chiuderà una carriera che ha attraversato generazioni, cambiamenti tattici e culturali del calcio.

Una scelta che non sorprende per il tempismo, ma che scuote per il significato. 

Un addio lucido “Arriva un momento in cui capisci di aver dato tutto”, le parole di Ochoa

In un’intervista concessa a TUDN, Ochoa ha raccontato con serenità il suo passo indietro. Parole che pesano, perché arrivano da un atleta che ha fatto della resilienza la sua cifra tecnica e mentale.

“Me ne vado con tranquillità. È difficile, senza dubbio, ma nel mio caso non lo sarà troppo perché ho vissuto tutto questo per molti anni. Arriva un momento in cui la testa e il corpo ti dicono che hai dato tutto, che hai lasciato tutto in campo. E allora te ne vai in pace, e questo sarà il mio caso.”

Una dichiarazione che restituisce tutta la sua maturità, la consapevolezza di chi ha attraversato il calcio senza mai perdere identità, ed umiltà.

Dai Mondiali del 2014, quando le sue parate contro il Brasile lo trasformarono in un fenomeno globale, fino agli ultimi anni in Europa, compresa l’esperienza alla Salernitana, ha incarnato un modo di stare in porta fatto di istinto e reattività.
La sua carriera non è stata lineare, né sempre semplice. Ma è stata autentica, e per questo riconoscibile.

Sesto Mondiale per Ochoa, un club per pochi

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Ochoa entrerà in un club riservato ai giganti, quello di chi ha disputato sei Mondiali, come Lionel Messi e Cristiano Ronaldo.

Un traguardo che lui stesso definisce “speciale”, ma senza mai trasformarlo in autocelebrazione.

“Essere in quella lista insieme a giocatori come Messi e Cristiano certifica la mia costanza, i tanti anni di duro lavoro e di sacrificio. Ma sinceramente me lo vivo con molta umiltà: la cosa più importante per me è sempre stata rappresentare al meglio il Messico.”

È questo il cuore della sua storia, non la fama, non i riflettori, ma la maglia del Messico. Quella che ha difeso in ogni contesto, sempre con la stessa dedizione.

Il Mondiale in casa, un cerchio che si chiude

Il destino ha voluto che l’ultimo capitolo della sua carriera si scriva proprio lì, dove tutto ha avuto origine. In Messico, davanti alla sua gente.

“Giocare un Mondiale in casa è qualcosa di unico. Poter chiudere questo ciclo difendendo questi colori davanti alla nostra gente sarà molto emozionante.”

Un finale perfetto, quasi cinematografico. L’eroe nazionale che saluta il suo popolo nel torneo più importante, nel luogo più simbolico.

 

Guillermo Ochoa si prepara all’ultimo ballo con la stessa umiltà con cui ha vissuto tutta la sua carriera. Vuole salutare il calcio difendendo ancora una volta i colori del Messico, davanti alla sua gente, nel torneo che più di ogni altro lo ha reso riconoscibile.

Lui stesso ha dichiarato di essere sereno a lasciare il calcio ora che si sente di aver dato tutto.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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