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Ancelotti ct del Brasile: missione per la sesta stella

Ancelotti ct del Brasile: missione per la sesta stella

Per Carlo Ancelotti e il suo Brasile, la sfida mondiale entra nel vivo: il ct italiano guida la Seleção tra aspettative altissime, pressione popolare e il sogno di riportare la Coppa del Mondo tra le mani dei tifosi verdeoro.

Carlo Ancelotti è diventato commissario tecnico del Brasile nel maggio 2025, prendendo il posto di Dorival Júnior. La scelta di un allenatore straniero è una novità per la Seleção e risponde al desiderio della federazione di tornare a vincere il Mondiale dopo ventiquattro anni di astinenza. Nonostante i cinque titoli mondiali della nazionale verdeoro – l’ultimo nel 2002 – la qualificazione al torneo del 2026 è stata più complicata del previsto: dopo la delusione della Copa América 2024 e la clamorosa sconfitta per 4‑1 contro l’Argentina, il Brasile ha rischiato di non partecipare. Ancelotti è arrivato per portare ordine, esperienza e mentalità vincente.

Seleção dalle qualificazioni alle polemiche: il percorso verso il 2026

Nelle qualificazioni il Brasile ha alternato prestazioni convincenti a prove opache. Ancelotti ha spiegato che il lavoro svolto metterà la squadra in condizione di essere competitiva ma invita alla cautela: «Siamo pronti per disputare il torneo; in campo saremo concentrati. Il Marocco è un’ottima squadra e faremo il massimo per il nostro pubblico». L’ex tecnico del Real Madrid riconosce che le aspettative sono enormi e che la vittoria finale non è scontata.

Ancelotti, un allenatore da record: successi e prestigio

La carriera di Carlo Ancelotti è senza paragoni. L’unico allenatore ad aver vinto tutti i cinque principali campionati europeiSerie A, Premier League, Liga, Bundesliga e Ligue 1 – e cinque Champions League. Questa reputazione fa sì che molti calciatori lo vedano come una figura paterna. Persino ex giocatori come Alexandre Pato lo definiscono “più che un allenatore, quasi un padre”.

Pressione mediatica e convocazioni discutibili

Nonostante il suo palmarès, Ancelotti deve fare i conti con la pressione mediatica e con alcuni infortuni. La convocazione di Neymar ha suscitato entusiasmo e polemiche: il campione 34enne, miglior marcatore della nazionale, si è lesionato nuovamente al polpaccio poco prima del torneo. Ancelotti ha risposto ricordando che anche un rischio può valere la pena: «Se mio nonno avesse avuto le ruote, sarebbe stato un carro». Oltre a Neymar, il ct ha preferito il giovane attaccante Rayan a veterani come Joao Pedro, Richarlison e Gabriel Jesus e ha sostituito l’infortunato difensore Wesley con il centrocampista Ederson. Le assenze forzate di Éder Militao, Estêvão e Rodrygo per infortunio e la mancanza di terzini di livello mondiale sono considerate preoccupanti.

Il sostegno di persone vicine al tecnico emiliano: Pato e Sorrentino

Il carisma di Ancelotti ha raccolto consensi. L’ex rossonero Alexandre Pato ha ricordato come a 17 anni fu accolto a Milanello da campioni come Maldini, Ronaldo, Gattuso e Pirlo e come il tecnico emiliano gli insegnò il rispetto; per Pato, Ancelotti ha riportato nel paese «la speranza di vincere il Mondiale». Anche il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha voluto motivare la squadra: in un messaggio video ha chiesto di giocare «pensando al popolo brasiliano», sottolineando che ai Mondiali «non si compete, si vince». Lula ha invitato Ancelotti a essere un eroe per il paese, ribadendo che l’obiettivo non è partecipare ma vincere.

Il regista Paolo Sorrentino, premio Oscar per “La grande bellezza”, è nel ritiro del Brasile per realizzare un documentario sulla vita di Ancelotti. L’idea è nata durante una vacanza in Sardegna; dopo lunghe chiacchierate sul calcio, Sorrentino e Ancelotti hanno deciso di raccontare la sua storia. Il tecnico si è detto onorato di poter “raccontare la mia storia a uno come Sorrentino”.

La famiglia di Ancelotti: tra lutto e nuovo amore

La vita privata di Ancelotti ha conosciuto momenti di dolore e di rinascita. La sua prima moglie, Luisa Gibellini, è morta nel maggio 2021 a 63 anni dopo una lunga malattia; i due erano stati sposati per 25 anni, fino al 2010, e avevano due figli, Katia e Davide.

Nel 2011 Ancelotti ha conosciuto a Londra l’imprenditrice canadese Mariann Barrena McClay. Secondo il racconto della moglie, il tecnico, parlando in italiano, le disse che un giorno si sarebbero sposati; pochi anni dopo si sono uniti in matrimonio a Vancouver nel luglio 2014. Mariann, che ha una figlia, Chloe McClay, proveniva dal settore finanziario: ha studiato Economia alla Thunderbird University, conseguito due MBA e nel 1992 ha fondato Mondo Uomo Fine Menswear, marchio di moda maschile di lusso. La canadese mantiene un profilo discreto e appare in pubblico solo durante eventi legati alle squadre allenate dal marito.

Lo staff come famiglia: Davide, Fulco, Mauri e Montanaro

Ancelotti affida grande responsabilità ai suoi collaboratori, creando un gruppo che assomiglia a una famiglia. Il figlio Davide Ancelotti è il suo primo assistente: tiene informato il padre sui progressi dello staff e partecipa attivamente alle decisioni tecniche. Nel gruppo ci sono anche il nutrizionista e genero Mino Fulco, compagno della figlia e specialista in nutrizione sportiva, l’assistente tecnico Francesco Mauri – figlio del preparatore fisico Giovanni Mauri – e l’analista Simone Montanaro, esperto di tattica e tecnologie applicate al calcio. Questa struttura contribuisce alla modernizzazione del metodo di lavoro e alimenta un confronto continuo tra le idee di Davide e quelle del padre.

Ancelotti
Rio, Brazil – july 16, 2025: Davide Ancelotti coach during the game between Botafogo x Vitoria by 14th round of Brazilian Championship at the Nilton Santos stadium

Dalla panchina al trono verdeoro: Ancelotti cerca il Mondiale che lo renderebbe leggenda

Ancelotti porta con sé un’eredità pesante: non vince un Mondiale dal 2002 e deve far fronte alla pressione di un intero paese. Il ct italiano dovrà gestire l’esuberanza offensiva dei suoi talenti, la fragilità difensiva e gli infortuni. Il presidente Lula lo ha invitato a puntare soltanto alla vittoria, mentre i tifosi sperano che la sua esperienza e la coesione dello staff trasformino la Seleção in una squadra solida e vincente.

Il debutto contro il Marocco non è andato come ci si poteva aspettare. L’esito del cammino brasiliano influenzerà non solo la carriera di Ancelotti – al quale manca solo un trionfo mondiale per completare la collezione di successi – ma anche il morale di un popolo che vede nel calcio la propria identità nazionale.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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