Pietro Accardi, nuovo direttore sportivo del Cagliari, ha parlato del futuro di alcuni pezzi pregiati della rosa come Elia Caprile e Sebastiano Esposito.
Il Cagliari ha presentato Pietro Accardi come nuovo direttore sportivo. Ex difensore di Palermo, Sampdoria, Brescia ed Empoli, si ritirò nel 2014 per intraprendere la carriera da dirigente. Prima 8 anni all’Empoli, dove ha scovato ottimi giocatori come Vicario, Di Lorenzo e Bennacer su tutti, poi un anno difficile alla Sampdoria prima di questa nuova avventura in Sardegna.
Cagliari, le parole del nuovo ds Accardi
Accardi si è presentato così in conferenza stampa.
Sul Cagliari
“Ho avuto la fortuna di vivere il Cagliari tante volte da avversario ed è sempre stato un posto molto ostico per le squadre che venivano a giocarci contro. Il senso di appartenenza che ti dà questo posto è molto forte. Chi lavora, chi indossa la maglia del Cagliari deve in primis sentire questo senso di appartenenza. Ne approfitto per ringraziare il presidente per avermi scelto. Tra i candidati volevo essere io e lo ringrazio. Per il mercato abbiamo le idee chiare. Inutile parlare di nomi o ruoli, è molto presto. Ci confrontiamo con il mister e il nostro obiettivo è alzare il livello della squadra che ha già una buona base di partenza“.
Sul mercato
“Per le linee guida, noi abbiamo perso dei giocatori che erano in prestito e abbiamo deciso di non esercitare il diritto di riscatto e quei ruoli andranno coperti. Per quanto riguarda il modello che il presidente Giulini vuole sempre di più creare, credo che oggi sia importante e imprescindibile per le società. Ho avuto la fortuna di formarmi ad Empoli, dove il fiore all’occhiello è sempre stato il settore giovanile in cui l’obiettivo era inserire il più pronto per costruire la squadra. Essere a stretto contatto con il settore giovanile, avere un diretto contatto con Max e non solo. Lavoriamo tutti per il bene comune che si chiama Cagliari Calcio. Con il mister abbiamo un rapporto quotidiano. La prima parte l’ho dedicata a lui, siamo stati tanto tempo insieme e ho potuto conoscere più persone possibili. Conoscere più persone, farsi vedere, parlare e capire i loro pensieri, ma è chiaro che il mister ha sempre avuto la priorità. Abbiamo le idee chiare su quello che dobbiamo fare e su che giocatori prendere, perché è importante non sbagliare le caratteristiche“.
Un opportunità per rilanciarsi
“Io credo che nella vita fai 99 cose giuste ma tutti si ricordano la cosa sbagliata. Ho chiaro qual è stato il percorso mio fino ad oggi. Se vuoi crescere, devi cadere: è lì che avviene il processo di crescita. Quando si cade si rimane soli. E quando rimani solo è lì che inizia il lavoro introspettivo. E’ accaduto per me, accade per gli allenatori, per i giocatori. Tutto quello che ho fatto, l’ho fatto perché ci credevo. Se oggi ho l’opportunità di rappresentare il Cagliari so il peso e la responsabilità che ho. Metterò tutto me stesso, anche in virtù degli errori che ho fatto in passato“.
Caprile, Obert, Esposito e Gaetano sono intoccabili?
“Al momento non abbiamo ricevuto nessuna offerta per nessun calciatore. Ma l’idea nostra è di mantenere lo zoccolo duro. La nostra volontà è questa, ma ci vuole anche l’altra volontà. Purtroppo a volte il mercato sconfessa quello che oggi diciamo. La nostra volontà è quella di confermare lo zoccolo duro e aggiungere“.
Su Pisacane
“Credo che oggi ancora più rispetto a prima l’allenatore all’interno di una società è fondamentale. I ragazzi hanno bisogno di tutto e di più, di essere incoraggiati e migliorati. E’ normale che all’interno di una società l’allenatore è al centro del progetto. Abbiamo la fortuna di non avere questo problema, abbiamo un allenatore molto bravo e in gamba che da esordiente si è ritagliato uno spazio importante. Sa benissimo che quest’anno il livello di quest’anno aumenterà ancora di più. Non mi sostituisco all’allenatore, ho molto rispetto dei ruoli. Sono lì con lui e sarò di supporto a lui e alla squadra. Gli ho detto che non sono né davanti né dietro. Io sono al tuo fianco“.
Uno sguardo ai giovani italiani
“La linea è quella di continuare ad investire sui giovani e non solo. Per far crescere i giovani abbiamo bisogno anche di quei giocatori esperti, sani e nel trasmettere anche ai giocatori certi valori. Per quanto riguarda se italiani o stranieri, è vero che il Cagliari ha avuto una percentuale alta di italiani, ma noi siamo attenti alle opportunità di mercato. Abbiamo l’opportunità di poter prendere un 2007 inglese e non vogliamo farcelo scappare“.
Comporrà una rosa numerosa?
“No, vogliamo fare una rosa giusta, che è quello che ci ha richiesto il Mister. Per i ruoli da ricoprire, laddove abbiamo già perso i giocatori non riscattati, a centrocampo siamo un po’ corti e ci stiamo concentrando su questo reparto per poter dare al mister prima possibile la possibilità di poterci lavorare“.
Il futuro di Luvumbo e Prati
“Su Luvumbo abbiamo due trattative in questo momento, una all’estero e una in Italia e le stiamo valutando. Prati farà ritorno da noi, è un patrimonio tecnico e vedremo durante il ritiro se continuerà a far parte del nostro gruppo oppure no. Dipende anche molto da lui“.