ULTIM'ORA

Hellas Verona, Bagnoli: l’ultima impresa romantica

Hellas Verona, Bagnoli: l’ultima impresa romantica

Ieri si è spento Osvaldo Bagnoli, storico tecnico dell’Hellas Verona: l’artefice dello storico scudetto gialloblù, l’ultima impresa romantica del calcio.

Ieri si è spento Osvaldo Bagnoli, storico allenatore dell’Hellas Verona, artefice dello storico scudetto gialloblù: un ciclo iniziato nel 1982 con la promozione in Serie A culminato con lo scudetto del 1985 e la partecipazione alla Coppa dei Campioni, l’ultima impresa romantica del calcio italiano.

Hellas Verona, amarcord Bagnoli
IL PALLONE DELLA SERIE A 2025-2026 ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Hellas Verona, Osvaldo Bagnoli: lo scudetto del 1984/85 l’ultima impresa romantica del calcio italiano, culmine di un ciclo irripetibile

Ieri si è spento all’età di 91 anni  Osvaldo Bagnoli, ex tecnico di Hellas Verona  ed Inter ma anche di tante altre squadre, che ha lasciato una macchia indelebile nella storia del calcio italiano. Il suo nome è legato soprattutto alla formazione gialloblù, che guidò in un ciclo davvero irripetibile, culminato con la conquista dello scudetto nella stagione 1984/85, allora va la pena andare rivivere quello che è l’ultima impresa romantica del calcio italiano.

Bagnoli arriva a Verona nel 1981, con la squadra in Serie B che si era faticosamente salvata la stagione precedente. Obiettivo fare un buon campionato, viene allestita una squadra molto competitiva, con gente come Roberto Tricella, Antonio Di Gennaro, Adriano Fedele, Mauro Gibellini e Domenico Penzo. La squadra vince il campionato di Serie B è centra la promozione in Serie A. Il primo anno in massima Serie arrivano due stranieri come Zmuda e Dirceu: mentre il polacco non gioca quasi mai causa un infortunio, il brasiliano invece con le sue giocate trascina i gialloblù al quarto posto che vale la Coppa UEFA, Penzo che già in Serie B aveva segnato 14 gol, va ancora in doppia cifra segnando 15 reti, in Coppa Italia arriva addirittura in finale contro una Juventus frustrata per la sconfitta in Coppa dei Campioni ad Atene, ma il trofeo va ai bianconeri, ma i gialloblù non sfigurano.

Nel 1983/84, in Coppa UEFA la squadra di Bagnoli arriva al secondo turno eliminata dallo Sturm Graz, mentre in campionato arriva ottava ma arriva di nuovo all’appuntamento conclusivo di Coppa Italia: questa volta in finale c’è la Roma campione d’Italia e finalista in Coppa dei Campioni: all’andata al Bentegodi è 1 a 1, il ritorno all’Olimpico finisce 1 a 0 per giallorossi che conquistano il trofeo.

Per Bagnoli il sogno di vincere un trofeo è solo rimandato di 12 mesi, infatti ecco la stagione 1984/85: come stranieri di sono  Hans-Peter Briegel e Preben Elkjær Larsen, per il resto telaio immutato. Ad un certo punto le grandi si concentrano su altri obiettivi, come la Juventus che si concentra in Coppa dei Campioni come la Roma ed anche l’Inter, rispettivamente in Coppa delle Coppe ed in Coppa UEFA, i gialloblù sono inarrestabili, già l’inizio è scoppiettante 3  a 1 al Napoli di Maradona.

Il 12 maggio 1985, con l’1 a 1 contro l’Atalanta, i gialloblù si laureano campioni d’Italia, Bagnoli ha compiuto il suo capolavoro. La stagione successiva il debutto in Coppa dei Campioni, dove i gialloblù si fermano agli ottavi di finale battuti nel derby italiano dalla Juventus. L’ultimo capitolo di questo indimenticabile ciclo è il 1987/88 in Coppa UEFA, la squadra di Bagnoli arriva sino ai quarti di finale, eliminando Pogon Stettino, Utrecht, Sportul Studentesc. Gli avversari sono i tedeschi del Werder Brema, i gialloblù perdono all’andata 1 a 0, al ritorno in Germania è solo 1 a 1. 

Con la retrocessione avvenuta al termine del campionato 1989/90 si chiude un ciclo irripetibile, targato Osvaldo Bagnoli, l’ultima impresa del calcio di una volta. 

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

662 articoli