Oggi compie gli anni Roberto Biffi, storica bandiera del Palermo dal 1989 al 1999: ben 373 presenze in rosanero, il capitano per antonomasia.
Ieri era il compleanno di Roberto Biffi, storica bandiera del Palermo, con cui giocò dal 1989 al 1999: ben 373 presenze in maglia rosanero, record assoluto ancora imbattuto. Fu colui che fermò sia Ruud Gullit che Hristo Stoichkov quando Milan e Parma furono affrontate in Coppa Italia.

Palermo, Roberto Biffi: il capitano per antonomasia, ben 373 presenze in rosanero, fermò Gullit e Stoichkov in Coppa Italia
Ieri ha compiuto gli anni Roberto Biffi, storica bandiera del Palermo dal 1989 al 1999. Per lui ben 373 presenze in rosanero, record assoluto non ancora battuto, davvero è stato uno delle ultime bandiere del calcio italiano e palermitano, per tutti i tifosi rosanero è il capitano per antonomasia, ma soprattutto uno stopper arcigno, che riuscì fermare nientemeno che Ruud Gullit e Hristo Stoichkov quando i rosanero li affrontarono in Coppa Italia.
Nato a Milano, arriva in rosanero nell’estate del 1989, con la squadra in C1 ma che gioca a Trapani per via dei lavori alla Favorita in vista di Italia ’90. Come tecnico trova Giorgio Rumignani e presidente Giovanni Ferrara, con cui stabilisce un ottimo rapporto. Sono tempi duri, la squadra si allena in spiaggia per via delle poche risorse economiche, un campionato senza infamia e senza lode, solo in Coppa Italia di Serie C si arriva in finale con la Lucchese, perdendo il doppio match.
Ma nel 1990/91, arriva il primo successo: i rosanero ottengono il sospirato ritorno in Serie B, Biffi è tra i protagonisti di quella stagione. che però finisce lì perché l’anno dopo si retrocede di nuovo in C1. Nel 1992/93 è l’anno del double, il pronto ritorno tra i cadetti e la vittoria in Coppa Italia di Serie C, ma non è lui ad alzare il trofeo, bensì Massimiliano Favo. In quella stagione segna anche qualche gol, facendosi vedere anche in proiezione offensiva.
Il primo anno in Serie B vede marcare gente come Batistuta, Hagi, Bierhoff, Vieri, Inzaghi, Joao Paulo, insomma autentici top player presenti e futuri , da lì che inizia proprio ad indossare la fascia di capitano sino appunto al 1999. L’anno seguente, in Coppa Italia ai sedicesimi c’è il Milan degli invincibili, fresco di scudetto e Coppa dei Campioni vinta: a San Siro i rosanero sembrano vittima predestinata, ma i rosanero fanno il colpaccio vincendo 1 a 0, anche grazie a Biffi che annulla Ruud Gullit, che fine primo tempo è costretto chiedere il cambio.
L’anno successivo, il 1995/96, è l’anno dei picciotti: Biffi è la guida esperta in difesa, contro il Parma in Coppa Italia altro capolavoro, con lo stopper rosanero che annulla totalmente Hristo Stoichkov, Pallone d’Oro in carica. Fine stagione non arriva la promozione in Serie A, il Palermo inizia una parabola discendente che porterà nel 1998 in Serie C2. Biffi, nella stagione nera 1997/98, viene anche messo in panchina, per la prima volta il capitano viene messo in discussione, persino da Arcoleo.
L’ultimo anno, il 1998/99 è quello forse meno bello da raccontare: la squadra viene ripescata in C1, la promozione in Serie B sfiora all’ultima giornata in favore della Fermana e poi la sconfitta ai playoff con il Savoia, con l’ultima partita alla Favorita per Biffi, la 373esima è da dimenticare perché viene espulso per un brutto fallo.
Nonostante tutto, Biffi rimarrà sempre nell’immaginario collettivo dei tifosi rosanero il capitano per antonomasia, che nonostante non avesse giocato in Serie A si diede il lusso di fermare campioni come Gullit e Stoichkov.