Fiorentina e Fagioli avanti insieme. È questo il messaggio che trapela con forza dai corridoi della società viola.
Nicolò Fagioli rappresenta una delle poche note liete in questa travagliata annata: la “rinascita” del numero 44 è merito soprattutto di Mister Vanoli, capace di rivitalizzarlo e metterlo al centro del progetto tecnico-tattico, toccando le corde giuste del carattere del classe 2001.
Un’alchimia che non era scattata con Pioli, il quale a inizio stagione lo aveva alternato spesso con Nicolussi Caviglia, senza però riuscire a trovare in nessuno dei due il cambio di passo necessario per far girare la squadra.
Le prestazioni di Fagioli, stabilmente su livelli altissimi da dicembre, non sono passate inosservate: il suo nome è già finito sul taccuino di club prestigiosi. Il suo vecchio mentore Allegri lo vorrebbe al Milan, Simeone lo studia per l’Atletico Madrid e De Zerbi lo ha inserito nella lista dei desideri per il suo Tottenham.
Fiorentina, Fagioli perno del futuro Viola
La nuova Fiorentina targata Fabio Paratici — dirigente che lo ha visto crescere ai tempi della Juventus — ha però intenzione di ripartire proprio da lui, considerato un punto fermo inamovibile. La convinzione della società è ferrea, ma resta un’unica variabile: la classica “proposta indecente”. Davanti a un’offerta che raddoppi l’investimento iniziale di Commisso — ovvero una cifra che oscilli tra i 35 e i 40 milioni di euro — anche il muro di Paratici potrebbe iniziare a vacillare.