Leao, in questi giorni abbiamo detto e scritto moltissimo in merito all’attaccante portoghese. Andremo ora ad analizzare alcuni fattori degni di considerazione.
Decidiamoci, o vogliamo il Leao incavolato per una sostituzione o vogliamo il Leao ciondolante e menefreghista più volte tacciato da molti tifosi e/o addetti ai lavori.
Sì, perché a mio parere un giocatore che si incazza, scalcia, impreca e non vuole uscire dal campo è un dannato segno di attaccamento alla maglia, di voglia di restare in campo per continuare a incidere. Negli occhi del ragazzo si è visto sconforto, delusione per il risultato, ma anche delusione per una gara che non è riuscito a prendere in mano come altre volte gli era successo.
Avercene, aggiungo io, giocatori che si arrabbiano per essere sostituiti. Poiperò veniamo anche all’altro aspetto: Leao non ha mai intrapreso lo step successivo, quello che da calciatore forte fa passare a top player. Ecco, ad oggi Leao non è un top player e all’alba dei suoi 26 anni ritengo che mai lo diventerà.
In questo Milan ci sta benissimo perché, come detto, è un giocatore forte, ma in altri palcoscenici potrebbe fare molta fatica ad imporsi e giocare. Parere personale, non me ne vogliate.
Ora la domanda che in tanti si fanno: Leao resterà a fine stagione? Presto per dirlo. Da quello che so c’è una bozza di contratto pronta per essere vagliata da giocatore e agenti. Tutto lascerebbe pensare che il runnovo di Leao sia piuttosto vicino, ma occhio alle offerte che arriveranno dall’estero.
In caso di tanti soldi il Milan potrebbe anche pensare di cederlo, ma questo è un discorso che vale un po’ per tutti i giocatori, anche di altre squadre, quindi non ci resta che aspettare i prossimi mesi. Quello che voglio precisare è che non esiste un caso Leao. C’è profonda delusione per non avere fatto risultato a Roma, ma la colpa va divisa equamente fra tutti e così è stato fatto. A caldo può accadere di tutto, è sempre stato così. Perché il calcio è passione, cerchiamo di non eliminarla mai questa magia.