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Milan, alla fine i tifosi chiedono normalità: l’editoriale di Mauro Vigna

Milan, alla fine i tifosi chiedono normalità: l’editoriale di Mauro Vigna

Milan, in quest0 editoriale dirò cose ovvie? Scontate? Quantomeno normali, così quanto è normale quello che i tifosi stessi chiedono a società e dirigenza.

Come ho avuto modo di sostenere in certe ultimissime occasioni, parte il Milan 2.0, o meglio, il Cardinale 2.0 in un contesto di deElliottizzazione, neologismo ad hoc coniato in seguito all’addio di alcuni esponenti del Fondo Elliott dal Consiglio di Amministrazione.

Non sogno e non prevedo cambiamenti epocali nel breve, ma quello che posso annusare nell’aria è sicuramente un cambiamento di strategia e mentalità con la dovuta precisazione che nel medio/lungo periodo comunque Cardinale venderà.

Detto questo, cosa ci aspettiamo noi tifosi, e mi ci metto di mezzo, dai prossimi mesi? Una cosa sola: normalità. Perché in questi anni il Milan è stato tutto fuorché normale.

Al di là di un fatturato in crescita e di dati di bilancio del tutto confortanti, ho visto esagerata confusione dirigenziale con troppa gente a mettere le mani dentro al mercato. Un chi fa che cosa che deve essere sfuggito di mano con Ibrahimovic, Moncada, Tare e Furlani a litigare, o meglio disquisire, su un acquisto piuttosto che un altro. Il tutto senza mai ascoltare colui che con quei giocatori ci deve passare le giornate, Massimiliano Allegri.

Troppi acquisti, troppe cessioni, un’ingiustificata rivoluzione di nomi e di idee con cadenza annuale. Dopo l’ultimo scudetto bastavano due/tre rinforzi di qualità per mantenere e incrementare un ciclo, non serviva stravolgere la squadra campione d’Italia. E non serviva stravolgerla gli anni successivi. Così come non servirà stravolgerla in estate, ma forse lo hanno capito.

Chiedo normalità anche nel trattare i giocatori. Al netto che molte fuorvianti informazioni arrivano proprio da una stampa non sempre esatta, è fuori di dubbio che alcune trattative siano state condotte in maniera dilettantistica andando a urtare sensibilità ed equilibri di agenti convinti di trattare con gente capace, ma che spesso non si è rivelata troppo del mestiere. L’arrivo di Igli Tare è servito a qualcosa, ma non sempre.

Non chiedo la luna e penso di poter parlare a nomi dell’intera tifoseria, ma certe pagliacciate agli occhi del mondo in fase di mercato meglio non farle. Normalità, se si hanno i soldi per pagare e l’investimento è sostenibile, allora si compra. Provare a sfinimento a trattare per scontare anche un solo euro al ribasso anche no, grazie. Perché a volte basta chiarezza, soprattutto un po’ di comunicazione in più.

Ritengo, e parlo perché sto avendo conferme, che l’intera società abbia fatto tesoro dei propri errori e che da adesso in avanti si possa svoltare, in parte lo si nota già dai comportamenti di un Gerry Cardinale presente sia a Milanello che in Lega e che durante il derby in tribuna ci sarà.

Poi ovvio, non possiamo chiedergli venga stabilmente a Milano perchè il suo business è altrove, ma non sarebbe la normalità chiederglielo. A noi servono cose normali, l’ho già detto.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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