Milan, un vero e proprio processo social quello contro Massimiliano Allegri in questi ultimi tempi. Eppure la posizione in classifica tenderebbe a portarci a fare altri tipi di ragionamenti.
Per la serie si è mai contenti. Lo scorso anno ottavi in classifica con gli allenatori giochisti alla Fonseca e Conceicao, quest’anno secondi in piena corsa Champions League, ma non va altrettanto bene.
Delle due l’una, che Milan volete? La classica botte piena e moglie ubriaca che proverbialmente tutti desidereremmo? Oppure decidiamo di levarci le fette di salame davanti agli occhi e proviamo ad analizzare la situazione e mente lucida? Io propenderei per la seconda ipotesi.
Massimiliano Allegri è arrivato a luglio in un Milan disastrato, completamente scollato e disunito e con una serie di semplici (ma ferree) regole ha rimesso tutti i riga in pochi giorni fino ad arrivare ai giorni nostri dove le dichiarazioni d’amore dello spogliatoio si sprecano, non ultime quelle di Matteo Gabbia.
Capitolo bel gioco. Tutti noi vorremmo vedere un Milan spettacolare e padrone del giuoco come avrebbe detto qualcuno, ma celebrare le nozze coi fichi secchi porta inevitabilmente a qualche problema. E quindi la domanda sorge spontanea, cos’ha fatto la dirigenza rossonera per garantire il gioco voluto da Allegri? Rispondo io: nulla…o quasi.
Dov’è il difensore centrale esperto che voleva in estate? E il centrocampista alla Xhaka? E siamo ancora fermi alla richiesta di Dusan Vlahovic per il quale è poi arrivato Nkunku. Una rosa troppo corta e vari problemi di infortuni dei suoi uomini migliori, vedasi ad esempio Leao e Pulisic costretti a giocare in condizioni non ottimali peraltro in un ruolo che spesso li ha visti pesci fuor d’acqua.
Aggiungiamo un mercato invernale fatto di zero colpi e un paracarro (ogni riferimento a Fullkrug è voluto).
Ma la colpa è di Allegri, vero?