Ieri 100 anni fa nasceva Enrico Ameri, popolare radiocronista di ” Tutto il calcio minuto per minuto”: un ritratto della sua carriera giornalistica.
Ieri nasceva 100 anni fa a Lucca Enrico Ameri, popolare radiocronista di ” Tutto il calcio minuto per minuto”: la sua voce inconfondibile che ci accompagnato per tante domeniche, voce dell’Italia campione del Mondo del 1982. Il tributo di Poste Italiane con un francobollo commemorativo.

Calcio, Enrico Ameri: 100 anni fa nasceva a Lucca il principe dei radiocronisti, Poste Italiane gli dedica un francobollo commemorativo
Il calcio non è solo rappresentato da chi va in campo o chi siede in panchina, ancora che dirige una società, ma anche chi ne racconta le gesta dei giocatori. Uno dei più popolari, se no il più popolare per antonomasia, è Enrico Ameri che 100 anni fa nasceva a Lucca, il 15 aprile del 1926. La prima voce di ” Tutto il calcio minuto per minuto” è stato celebrato da Poste Italiane, che ha emesso un francobollo del valore di 1 euro e 30 centesimi. Andiamo allora fare un ritratto di chi ci ha accompagnato per tante domeniche calcistiche.
Prima voce della principale trasmissione calcistica della RAI dal 1960 al 1991, Ameri aveva uno stile inconfondibile, assoluta padronanza della lingua, il suo ” Attenzione, attenzione!” era suspence per qualcosa era successa nel match clou, quasi sempre si trattava di una rete. Infatti, Ameri non era un amante degli anglicismi, infatti spesso utilizzava il termine rete piuttosto che gol. Insieme lui, nella trasmissione figuravano Sandro Ciotti, Alfredo Provenzali, Claudio Ferretti, Piero Pasini, Enzo Foglianese ed Ezio Luzzi. Ameri commentava anche la Nazionale italiana, fu colui che commentò il trionfo azzurro ai Mondiali di Spagna nel 1982.
Si congedò, uscendo in punta di piedi come quando entrò in trasmissione 31 anni prima, commentando Genoa-Juventus nel 1991, ultima di campionato. Commentò la qualificazione in Coppa UEFA dei grifoni allo stesso tempo annuncio lo storico scudetto della Sampdoria. Dopo il pensionamento, fece solo qualche sporadica apparizione sia radiofonica e sia televisiva, forse perché ormai non si riconosceva in quel calcio, che lui raccontò per tante domeniche, quando ancora la pay-tv non esistevano.