Ci sono alcuni tecnici nel calcio che passano alla storia non per i trofei per vincono, ma per i metodi adottati nelle proprie squadre, come Franco Scoglio.
Ci sono tecnici che passano alla storia del calcio per i trofei che vincono, chi invece passa alla storia invece per i metodi adottati in campo e fuori: uno di questi è Franco Scoglio, il ” professore” che ha lasciato un segno in particolar modo a Genova e Messina.

Calcio, Franco Scoglio: il ” professore” mister, con la sua zona ” sporca” lasciò il segno soprattutto a Messina e Genova
Nel calcio ci sono alcuni tecnici che passano alla storia per i trofei vinti, anche più di uno a stagione. Ma, invece, ci sono quelli che passano alla storia per i metodi adottati, in campo e fuori, facendo ottimi risultati pur non allenando grossi club. Nella seconda categoria appartiene Franco Scoglio, di cui facciamo un ritratto circa 21 anni dalla sua scomparsa, avvenuta nel 2005.
Scoglio ha iniziato la sua carriera di tecnico a Gioia Tauro, allenando la Gioiese vincendo subito il campionato di promozione calabrese. Poi un giro tra Calabria, Sicilia e Liguria, allenando Reggina, Messina, Acireale, Spezia e Crotone. Ma è nel 1981/82 che il suo nome inizia far circolare negli ambienti calcistici, tornando ad allenare la Gioiese, vincendo il campionato d’Interregionale ottenendo la promozione in Serie C2.
Un vero miracolo, chi se ne accorge soprattutto è il Messina di Turi Massimino, che lo ingaggia nel 1984 con l’obiettivo della promozione in Serie B, la prima stagione la promozione sfuma vantaggio del Palermo, ma ha una squadra giovane davvero promettente, ci riprova nel 1985/86 con in squadra Franco Caccia, Giuseppe Catalano, Nicolò Napoli, Romolo Rossi ma soprattutto Salvatore Schillaci, un palermitano che stranamente non aveva indossato la casacca rosanero della sua città, vestendo la maglia giallorossa peloritana.
Un campionato dominato, Schillaci segna 11 reti e Catalano 13 reti, Scoglio diventa il ” professore” mister, appellativo che gli viene dato dal fatto che era laureato in Pedagogia e diplomato all’ISEF. La stagione successiva, i peloritani sfiorano la Serie A, Scoglio diventò famoso con la sua ” zona sporca”.
Nel 1988, arriva il grande salto: il Genoa che dopo un campionato in cui si è salvato solo nelle ultime giornate, vuole tornare in Serie A, la società rossoblù affida la panchina proprio a Scoglio, che al primo tentativo centra la Serie A, il goleador è Marco Nappi con 7 gol, ma è una squadra che è destinata fare la storia del Genoa, questa.
L’anno successivo, in Serie A, arriva una comoda salvezza arriva in finale di Mitropa Cup persa contro il Bari. Poi, Scoglio continuò ad allenare sino al 2003, ma senza risultati di rilievo, fu CT della Tunisia e della Libia, soprattutto in questa esperienza si scontrò più volte con il leader libico Mohammed Gheddafi, che gli imponeva di far giocare in squadra il figlio Saadi, che per lui non era un giocatore da partite internazionali. Un carattere difficile, spigoloso, ma che ha davvero fatto bene dove è andato, soprattutto a Genova e Messina.