Oggi raccontiamo di una competizione che non esiste in più insieme al paese dove si disputava: la Coppa di Jugoslavia, versione slava della FA Cup.
Oggi raccontiamo la storia di una competizione che non esiste più insieme al paese dove si disputava: si tratta della Coppa di Jugoslavia, intitola al Maresciallo Tito, che si disputò dal 1947 al 1991, la versione slava della FA Cup, partecipare oltre i grandi club anche rappresentative delle fabbriche e quelle delle guarnigioni militari.

Jugoslavia, Coppa Maresciallo Tito: la versione slava della FA Cup, tra Stella Rossa, Partizan Belgrado e Dinamo Zagabria e le squadrette delle fabbriche ed delle unità militari dell’esercito
Oggi raccontiamo la storia di una competizione che non si disputa più, dissolta insieme al paese dove si disputava: stiamo parlando della Coppa di Jugoslavia, precisamente Coppa Maresciallo Tito, che si disputò tra il 1947 e il 1991, anno della dissoluzione del paese slavo. Da molti è stata considerata la versione slava della FA Cup inglese, visto che ricalcava in gran parte la formula: nei primi turni le varie squadre dilettantistiche delle sei repubbliche che facevano parte della Federazione, in più le squadrette delle fabbriche e le rappresentative delle unità militari dell’esercito popolare jugoslavo.
La formula ebbe un grande successo come il suo corrispettivo inglese, ed in un certo senso venne utilizzate in maniera propagandistica dal regime titoista: infatti la finale si disputò nei primi anni sino a metà anni ’70 il giorno della festa nazionale del 29 novembre, il giornale della proclamazione della Repubblica, poi in seguito la data fu spostata a maggio, precisamente il 24 maggio, giorno della gioventù jugoslava. Vi furono anche grandissime sorprese, come quella del FK Trepca, squadra del Kosovo, che arrivò in finale nel 1978 o Borac Banja Luka, che vinse l’edizione 1987/88 come squadra di Serie B.
L’ultimo atto fu nel 1991 tra Hajduk Spalato e Stella Rossa, vinsero i primi in un clima che precedeva già la guerra civile, il trofeo non fu restituito dopo la proclamazione dell’indipedenza della Croazia. Un finale amaro per la FA Cup slava, che comunque fu un grandissimo esempio di come coniugare agonismo con aspetto ludico, pilastro di quello che era il sistema sportivo del paese slavo.