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Zdenek Zeman: il profeta del calcio offensivo

Zdenek Zeman: il profeta del calcio offensivo

Ieri ha compiuto 79 anni Zdenek Zeman, tecnico di Foggia, Licata, Roma, Lazio, Napoli e tante altre squadre: il profeta del calcio offensivo.

Ieri ha compiuto 79 anni Zdenek Zeman, l’ex tecnico di Licata, Messina, Foggia, Pescara, Roma, Lazio e Napoli e tantissime altre squadre: con il suo calcio offensivo ha rivoluzionato il gioco, soprattutto quando tecnico dei rossoneri pugliesi.

Zdenek Zeman, calcio offensivo
IL PALLONE DELLA SERIE A 2025-2026 ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Zdenek Zeman: il tecnico boemo compie 79 anni, il suo calcio offensivo rivoluzionò il gioco, soprattutto a Foggia

Ieri ha compiuto 79 anni Zdenek Zeman, il popolare tecnico boemo con cittadinanza italiana, uno dei tecnici più amati del nostro paese. Ha allenato nella sua carriera tante squadre, dal Licata al Messina, dal Foggia alla Lazio, dalla Roma al Napoli e poi anche Fenerbahçe, Stella Rossa e Lugano. Allora, dedichiamo un ritratto ad un tecnico spesse volte mai capito ma che ha lasciato una traccia indelebile nella storia del calcio italiano.

Arrivato in Italia nel 1968 durante l’invasione della Cecoslovacchia da parte delle truppe del Patto di Varsavia, Zeman ebbe lo status di rifugiato politico ed ottenne la cittadinanza italiana, conosce la futura moglie  Chiara mentre è dirigente della società Lauria, con cui avrà due figli di cui uno Karel ha seguito le orme del padre diventando anch’esso tecnico. Si diploma all’ISEF a Palermo ed inizia ad allenare il Cinisi, in prima categoria. Dopo aver allenato squadre dilettantistiche palermitane, nel 1974 Renzo Barbera lo chiama guidare le giovanili del Palermo grazie all’intercessione di Cestmir Vycpalek, vecchia gloria rosanero e suo zio. Allena le giovanili rosanero sino al 1983 quando viene chiamata dal Licata che gioca in Serie C2, con gialloblù agrigentini ottiene la promozione in C1 al termine della stagione 1984-1985, poi la stagione successiva una tranquilla salvezza, giocando un ottimo calcio.

Poi due esperienze poco fortunate a Foggia e a Parma, con due esoneri, ma è nel 1988 che il Boemo inizia farsi conoscere nel calcio italiano: viene chiamato a Messina posto di Franco Scoglio, in squadra ha un certo Salvatore Schillaci che sta per diventare l’astro nascente del calcio italiano, con il suo gioco offensivo Schillaci segna ben 25 gol, tanto poi fine stagione andare alla Juventus, il Messina si piazza all’ottavo posto ma si merita le pagine dei principali quotidiani sportivi. Nel 1989 Pasquale Casillo lo richiama a Foggia, ora il boemo è pronto per una piazza esigente come quella foggiana, che vuole tornare in Serie A. Ci riesce alla seconda stagione nel 1990/91, vincendo il campionato con Signori, Baiano e Rambaudi che iniziano le loro grandi carriere. Inizia così il laboratorio “Zemanlandia” che rimarrà nell’immaginario collettivo calcistico italiano.

Dopo ben 3 salvezze consecutive in Serie A con i pugliesi, il Boemo nel 1994 sbarca a Roma alla Lazio, due stagioni consecutive si piazza al terzo posto in campionato, si porta con se Signori, che diventa uno dei bomber più implacabili della nostra Serie A. Nel 1997 va nell’altra squadra romana, alla Roma dove lancia definitivamente come talento del calcio italiano Francesco Totti, terminand0 al 4° posto. Poi, però, ecco entrare le polemiche in estate, sul doping che ormai regna nel mondo del calcio e il business sfrenato, in un calcio con cui inizia con fatica riconoscersi.

La stagione 1998/99 termina al 5° posto con qualificazione alla Coppa UEFA, ma non viene riconfermato e va in Turchia Fenerbahçe, poi Napoli, Avellino, Lecce con cui un ottima salvezza, via via sino ad arrivare a Pescara, dove nel 2o11/12 compie l’ultima impresa, ottenendo la promozione in Serie A dopo ben 20 anni d’assenza, scoprendo altri talenti come Marco Verratti, Lorenzo Insigne e Ciro Immobile. Davvero una grande storia di quella di Zeman, il profeta del calcio offensivo.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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