Il commissario tecnico della Bosnia, Sergej Barbarez, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della finale playoff, valida per l’accesso al Mondiale.
Mancano poco più di 24 ore alla super sfida tra Italia e Bosnia, valevole per la finale dei playoffs per l’accesso ai Mondiali 2026, in programma questa estate in Canada, USA e Messico. Gli azzurri dovranno affrontare, per strappare il tanto agognato pass, la Bosnia Erzegovina del ct Barbarez. La banda capitanata da Dzeko arriva alla finale dopo aver battuto, ai calci di rigore, il Galles.
L’appuntamento, che terrà tutta l’Italia incollata davanti alla televisione, è in programma domani alle ore 21:00.
In attesa del match, il ct bosniaco è intervenuto in conferenza stampa per presentare il match.

“Lo stato fisico? Tutti stanno bene tranne l’allenatore, che ha perso la voce. Abbiamo avuto il tempo per riprenderci, la gara è stata impegnativa e siamo stati felici. Speriamo di riuscire a reggere fino alla fine”.
Dall’Italia, con presunzione, dicono che il nostro gioco è lento…
“La preparazione alla partita include anche l’analisi di come si gioca. Ora, chi ha detto che cosa è meno importante. Quello che conta sono i miei giocatori e come si andrà a giocare domani. Non importa cosa pensano gli altri o quello che ha detto l’avversario”.
Qual è la differenza fra il Barbarez calciatore e quell’allenatore?
“Sicuramente la partita contro la Danimarca è stata piena di emozioni, abbiamo avuto molta carica ed è stato l’errore più grosso. Ora siamo più furbi e non facciamo lo stesso errore. Domani è un altro giorno, qualsiasi cosa accada domani bisogna vivercela lo stesso”.
Totti ha detto che a Zenica la nazionale vince o muore…
“Ci sono tante emozioni per l’Italia, è molto importante, ma anche per noi. Dal punto di vista della situazione nel paese è ancora più importante”.
I dati statistici dicono che abbiamo migliorato la velocità
“Il primo compito di questa Nazionale era di resistuire velocità e corsa, ci siamo riusciti con la selezione dei giocatori. Ci è mancata la volontà che abbiamo ottenuto a novembre, con Romania e Austria. Una nazionale così piccola senza la corsa non può andare avanti. Alcuni giocatori hanno avuto i crampi ma non sono usciti. Per me è fondamentale. Schema tattico? Non voglio parlare di questo, uno si può preparare ma l’avversario ti sorprende. È importante preparare un piano B e un piano C”.