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Il Portogallo si unisce attorno a Diogo Jota: non solo nel cuore, ma anche al polso

Il Portogallo si unisce attorno a Diogo Jota: non solo nel cuore, ma anche al polso

Il braccialetto che i giocatori indosseranno durante il Mondiale è il simbolo più potente della spedizione del Portogallo negli Stati Uniti.

Il Portogallo ha scelto di “rompere” una regola del Mondiale. La lista FIFA prevede un massimo di 26 convocati, ma la Seleção ne considera 27. Il simbolo più visibile di questo omaggio è il braccialetto che tutti i giocatori porteranno in campo, mostrato da Vitinha in conferenza stampa. Un filo rosso e verde che lega la squadra al suo “ventisettesimo uomo”, Diogo Jota, presente in ogni gesto, in ogni parola, in ogni dettaglio di questa avventura.

Il braccialetto del Portogallo, un dono del Primo Ministro per ricordare Diogo Jota

Rosso e verde, i colori della bandiera, con incisi i nomi di tutti i convocati più quello di Diogo. Il centrocampista ha spiegato “Quando abbiamo incontrato il Primo Ministro Montenegro, ci ha regalato questo braccialetto. Si è assicurato che potessimo indossarlo anche in campo e ci ha lasciato scegliere se utilizzarlo o meno. Abbiamo deciso di usarlo in partita.”  Un gesto semplice, ma potentissimo, un modo per portare Jota in campo, per sentirlo ancora parte del gruppo.

Un Mondiale da vivere in 27 per il Portogallo

Ai Mondiali i numeri non si ritirano. Il 21 di Jota, quindi, doveva passare a qualcuno, e la scelta è ricaduta naturalmente su Ruben Neves, il suo migliore amico. Un gesto che non ha bisogno di spiegazioni, un’eredità che pesa ma che unisce. Unione che si nota in tanti gesti del gruppo. Come quando, all’arrivo negli Stati Uniti, le telecamere hanno ripreso Matheus Nunes scendere dall’aereo con un libro in mano, ed era proprio la biografia di Diogo Jota. Un’immagine che racconta più di mille parole. Jota non è un ricordo, è una presenza costante.

Il commissario tecnico Roberto Martinez ha spiegato quanto Jota continui a essere parte del gruppo “È stato una grande parte di quello che abbiamo costruito in questo spogliatoio. Ora è un grande esempio per noi, perché Diogo credeva in tutto quello che è possibile. Ci dà energia e luce nei momenti difficili. Dobbiamo usare la sua ispirazione fino alla fine, perché è parte di noi.”.

Jota lo è stato per 49 partite e 14 gol con la maglia del Portogallo. E continua a esserlo, anche senza poter più scendere in campo. Il braccialetto è un modo per trasformare il dolore in forza, la perdita in identità. Il Portogallo entra nel Mondiale con un giocatore in più. Un compagno che non potrà segnare, ma che può ancora ispirare.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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