Quella del Portogallo contro la Croazia è una partita che resterà nella memoria dei Mondiali 2026. Una rimonta, un recupero mai visto prima, gol annullati in serie e le parole amare di Luka Modrić a fine gara.
Il Portogallo ha vinto 2-1, trascinato da Cristiano Ronaldo e da un Gonçalo Ramos decisivo al 94’, ma la notte di Toronto verrà ricordata soprattutto per un finale segnato dalla tecnologia, tensione e proteste.
La rimonta sulla Croazia e il recupero da record
La Croazia era passata in vantaggio al 52’ con Perišić. Il Portogallo, però, ha reagito con personalità, prima il rigore da Cristiano Ronaldo al 67’, poi il colpo di Gonçalo Ramos al 90+4’, un sinistro perfetto su traversa di Rafael Leão che ha mandato in estasi i tifosi.
Il secondo tempo, poi, è stato accompagnato da un recupero iniziale di 10 minuti, già di per sé lungo. Ma la partita è stata talmente spezzettata da portare il cronometro fino a 18 minuti e 51 secondi, un nuovo primato nella storia dei Mondiali.
In questo maxi–recupero si è consumato il momento più controverso della serata.
Il gol annullato a Gvardiol al 113’. La tecnologia decide tutto

sono state ben quattro reti cancellate complessivamente, tra fuorigioco e interventi VAR, ma l’episodio del minuto 90+13 (113’ effettivo), è quello che ha fatto discutere di più. Gvardiol ha trovato il 2-2 da pochi passi, facendo esplodere la panchina croata. Ma la gioia è durata pochissimo, perché l’arbitro norvegese Espen Eskas, richiamato dal VAR, ha annullato la rete.
La decisione è arrivata grazie alla Connected Ball, il pallone dotato di microchip capace di rilevare ogni minimo contatto. Secondo i dati, Matanović aveva sfiorato il pallone di testa, rendendo irregolare la posizione di Pašalić. Un tocco impercettibile, impossibile da vedere a occhio nudo, ma registrato dai sensori interni.
La squadra arbitrale ha così cancellato il pareggio croato oltre i dieci minuti di recupero inizialmente concessi, alimentando ulteriormente le polemiche.
A fine partita, Luka Modrić non ha nascosto la delusione. Il capitano croato ha criticato apertamente sia il rigore assegnato al Portogallo sia il gol annullato nel recupero “Le decisioni della terna ci hanno penalizzato. Il rigore è un episodio in cui entrambi si tengono. E sul gol annullato non è chiaro che Matanović abbia toccato la palla. Il VAR non è stato creato per questo, ma per correggere errori evidenti.”
Modrić ha poi aggiunto che, secondo lui, in una situazione invertita “il VAR non sarebbe intervenuto”, lasciando trasparire tutta la frustrazione per un’eliminazione arrivata nel modo più crudele possibile per un calciatore probabilmente alla sua ultima partita di un Mondiale.